Policlinico, countdown per l’apertura della nuova “Clinical trial unit”

Presentata durante un Webinar la struttura rinnovata, che avrà nel suo interno il primo centro accreditato di Fase I in Pediatria, l’unico esistente da Roma in giù
Competenza, esperienza e formazione d’eccellenza per la Sanità Siciliana. Sono queste le peculiarità del nuovo Centro di sperimentazione clinica di Fase I su pazienti e volontari sani, dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria “Policlinico G. Rodolico – San Marco” di Catania, che sarà inaugurato ufficialmente domani con un webinar durante il quale sarà presentato un reportage sul nuovo reparto che ospita il Centro.
Un punto di riferimento per tutto il bacino del Mediterraneo per la sua multidisciplinarietà e multifunzionalità, elemento caratterizzante e unico nel Sud Italia, che consentirà di effettuare studi di fase I in tutte le aree della Medicina inclusa l’oncologia, l’ematologia, la neurologia, la fisiatria, nonché studi di bioequivalenza su volontari sani. Inoltre è in fase di accreditamento il Centro per sperimentazioni di Fase I in Pediatria, l’unico in tutto il Meridione.
“Un tassello fondamentale per rendere concreto l’incontro tra le grandi direttrici di sviluppo dell’azienda – dichiara il dott. Paolo Adorno, Direttore di Presidio dell’AOU “Policlinico G. Rodolico – San Marco” – la didattica, la ricerca e l’assistenza. Oggi assumono un’importanza fondamentale per garantire la celerità nelle cure e ridurre il “time to market”, ovvero la distanza tra la sperimentazione del farmaco e la sua utilizzazione nel quotidiano terapeutico soprattutto in ambito oncologico, del bambino e dell’adulto. Sono soprattutto presenti quelle specialità della Medicina intensiva ed interventistica che possono garantire la maggiore sicurezza nell’esecuzione delle attività di sperimentazione di fase I”.
La struttura verrà presentata domani mattina nell’ambito di un Webinar, che si terrà dalle 10:00 alle 13:00, nel corso del quale interverranno i prof. dell’AOU “Policlinico G. Rodolico – San Marco”, Filippo Drago, (Direttore dell’U.O. di Farmacologia Clinica e Farmacovigilanza) che aprirà i lavori, Hector Soto Parra, (Direttore Medico CTU e Direttore dell’U.O. di Oncologia Medica), Francesco Cardì (Medico Sperimentatore CTU e Dirigente Medico dell’U.O. di Chirurgia Generale e Senologia); Giovanna Russo (Direttore dell’U.O.C. di Emato/Oncologia Pediatrica). Interverranno, inoltre, la Dott.ssa Oriana Valerio (Responsabile Qualità del Consorzio Universitario Unifarm, CRO che supporta il Centro) e il Prof. Claudio Bucolo, Presidente dello stesso Consorzio.
Nella seconda sessione del webinar si discuterà degli studi di Fase I in ematologia con il Prof. Francesco Di Raimondo (Direttore dell U.O. di Ematologia), in oncologia con il Prof. Hector Soto Parra (Direttore Medico del Centro e dell’U.O. di Oncologia), in fisiatria con il prof. Michele Vecchio (Direttore dell’U.O. di Fisiatria), in pediatria con la Prof.ssa Giovanna Russo (Direttore dell’U.O. di onco-ematologia pediatrica) e infine di bioequivalenza con il Prof. Francesco Cardì.
Il Centro è costituito da un team di esperti che rappresentano le aree terapeutiche di maggiore espansione per lo sviluppo dei farmaci, e ha l’obiettivo di assicurare il massimo livello di qualità nell’esecuzione di sperimentazioni cliniche di Fase I su pazienti secondo gli standard di cui alle GCP (Good Clinical Practice).
“Abbiamo il piacere di presentare alla comunità scientifica nazionale e alle autorità sanitarie interessate – spiega il Prof. Drago – la riapertura del centro di sperimentazione di Fase I, rimasto in standby allo scopo di ristrutturarsi e essere più funzionale per offrire alle industrie farmaceutiche l’opportunità di svolgere ricerche di fase I in tutte le aree della Medicina. Multidisciplinarietà è la peculiarità del Centro. Quello che adesso offriamo al mercato della ricerca è un rinnovato impegno in una struttura innovativa e all’avanguardia”.
Il Centro di Fase I darà la possibilità ai pazienti siciliani, di essere trattati nell’ambito di studi clinici con farmaci altamente innovativi, evitando la migrazione sanitaria verso le strutture del Nord Italia e dell’estero.

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