La lepre Zaia e cinesi mangiatopi

Resta da chiedersi chi pagherà i danni economici – un autentico disastro in tutt’Italia, soprattutto nel settore turismo, ma anche nell’agroalimentare – causati da rappresentanti della Lega della paura, sovranisti, razzisti e costruttori di muri.
Dovete sapere che il cognome del governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, è d’origine slava e deriva da Zajc, che significa lepre.
Ci sarebbe da ipotizzare dunque che la sua infelice frase sui cinesi mangiatopi – quella che, oltre a far più danno della bomba atomica a livello diplomatico, ha fatto rivoltare nella tomba il veneziano Marco Polo, ambasciatore alla corte del Gran Khan – sia il riflesso di un personalissimo, ancestrale, timore, del leporino presidente della Regione Veneto.
Perché l’incubo d’ogni roditore (lepri, topi, conigli, ratti, scoiattoli, marmotte, nutrie, pantegane, cani della prateria, porcellini d’india, arvicole, castori, ghiri, criceti, cincillà, gerbilli e persino istrici) è, probabilmente, quello d’esser mangiato vivo.
Possiamo immaginare si tratti di un autentico terrore.
D’altra parte la paura è un sentimento fortissimo, tanto da esser stato cinicamente sfruttato da certe forze politiche, mescolato al razzismo con l’antichissima tecnica del capro espiatorio.
Stavolta, però, ai leghisti non è andata proprio benissimo e Zaia, dopo le dure reazioni della Cina, è stato costretto a un’acrobatica giravolta.
“Mi spiace – ha detto – d’essere stato da alcuni frainteso e da altri volutamente strumentalizzato: la mia era una riflessione che non voleva offendere nessuno”.
Un patetico fugone, da perfetta lepre.
Rimpiangendo di non essersi limitato a indossare una mascherina.
Resta da chiedersi chi pagherà i danni economici – un autentico disastro in tutt’Italia, soprattutto nel settore turismo, ma anche nell’agroalimentare – causati da rappresentanti della Lega della paura, sovranisti, razzisti e costruttori di muri.

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