I grandi del rock: I Ministry

Negli anni Novanta i “grandi” del rock del passato venivano riproposti in bellissime collezioni rimasterizzare e delle nuove evoluzioni che stavano investendo il “vecchio”, caro “rock”. In quel periodo già alcuni (i soliti!!) vociferavano della morte del rock, soprattutto dopo il suicidio di Kurt Cobain (1994), invece, proprio allora, per il rock stava germinando uno dei periodi più fertili. Ma procediamo con ordine… Il “rock” aveva avuto sì, una sorta di crisi sul finire degli anni ’80, ma più che una crisi era stata, invece, una pausa di “raccoglimento” prima di un nuovo e fecondissimo slancio. Già, infatti, iniziavano ad affacciarsi gruppi che avrebbero battuto nuove strade (poi categorizzate come “alternative rock”, “hardcore punk”, “death metal”, “gothic metal”, “doom rock”, “grunge”, “sludge metal”, “post rock”, “nu metal”, ecc., ecc. …), tra i quali ci sono i “Ministry”, uno dei gruppi più rappresentativi dell’ “Industrial rock” (o industrial metal), nel quale rumori metallici, tonfi martellanti, campionamenti ispirati alle atmosfere ripetitive e stranianti delle aree industriali, si uniscono al rock per creare una sorta di background fuligginoso, esiziale, su cui testi e musica si adagiano o si contrappongono. (album consigliati: “The Land of Rape and Honey(1988)”: La Terra dello Stupro e del Miele”, chiaro riferimento distorto a “In the Land of Gray and Pink” dei Caravan e “Psalm 69 (1992)” cioé “Salmo 69?.
Da loro, e intorno a loro, partono una serie di gruppi tra i quali da citare i “Fear Factory”, i “Machine Head”, … per arrivare fino ai “NINE INCH NAILS” e i grandissimi “TYPE 0 NEGATIVE”.
I N.I.N. sono Trent Reznor, geniale psicotico promotore del gruppo: in effetti i N.I.N. sono solo lui che si attornia di musicisti rock per eseguire le sue musiche malate e catastrofiche.
Pare che Reznor soffrisse di disturbi psichici e che, su consiglio del suo medico, abbia iniziato a far musica come terapia contro le sue dissociazioni mentali. Di essere è un genio: ha iniziato a suonare, benissimo e da solo, il pianoforte a 5 anni e le sue composizioni, per citare Ondarock: “uniscono la poesia del songwriter più introspettivo, le nevrosi del rock maledetto, le pulsioni distruttive della musica industriale…”
Gli album migliori sono: “Pretty Hate Machine (1989)”, “The Downward Spiral (1994)” e “Fragile (doppio, 1999)”.
Dal titolo di un brano in “Downward S.” è stato soprannominato “Il signor Autodistruzione” (Mr. Self Destruct).
Una struggente versione è di Johnny Cash che la registrò nwel 2002 poco prima di morire (2003).
Anche David Bowie ne ha fatto una sua versione.

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