“Solo l’amore conta – Omaggio a Pierpaolo Pasolini” di Nicola Costa in scena al Fab

Dopo Pasolini, un delitto italiano, regia di Marco Tullio Giordana (1995), Nerolio, regia di Aurelio Grimaldi (1996), Un mondo d’amore, regia di Aurelio Grimaldi (2003), “Un Intellettuale in Borgata” regia di Enzo De Camillis (2013), Pasolini, regia di Abel Ferrara (2014), La macchinazione, regia di David Grieco (2016), L’isola di Medea. Pasolini e Callas, l’amore obliquo, regia di Sergio Naitza – docufilm (2017), Pier Paolo Pasolini – Una visione nuova, regia di Giancarlo Scarchilli – docufilm (2023), Le donne di Pasolini, regia di Eugenio Cappuccio – docufilm (2023), arriva l’ ennesimo tributo a una delle figure più affascinanti della storia contemporanea.
A farlo è Nicola Costa, autore e magistrale interprete di “Solo l’amore conta”, omaggio a Pier Paolo Pasolini.
“Raccontare Pasolini è come provare a descrivere una montagna, o il cielo, o il tempo. Non sai esattamente da cosa iniziare né dove finire. Io ho iniziato dalla sua morte, perché per me rappresenta il momento della sua stessa consacrazione alla vita e all’eternità. Questo spettacolo è sempre stato animato da un profondo senso di responsabilità e giustizia, ma anche da una elevatissima partecipazione emotiva”.
Con questa dichiarazione Nicola Costa introduce il suo “Solo l’amore conta – Omaggio a Pierpaolo Pasolini”, lo spettacolo che negli anni ha già fatto registrare numerosi consensi di pubblico e critica e che, nel corso dei novanta minuti di scena, restituisce al pubblico un’immagine del regista e dello scrittore estremamente e semplicemente umana. La pièce racconta dei rapporti decisamente complessi con il padre Carlo Alberto Pasolini, militare italiano e convinto sostenitore del fascismo e, soprattutto, di quelli decisamente più armoniosi con la madre, Susanna Colussi, autentico punto di riferimento di Pierpaolo, nonché attrice in uno dei suoi film – Il vangelo secondo Matteo – interpretata da Alice Ferlito. Quella di Pasolini è una morte su cui, ancora oggi, non si è fatta assoluta chiarezza e che a distanza di quasi mezzo secolo appare avvolta dall’incertezza e dal mistero.
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo italiano, considerato tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista.
Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, nonché figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della società dei consumi allora nascente in Italia (in tal senso definì i membri della borghesia italiana “bruti stupidi automi adoratori di feticci”), così come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti (definì questi ultimi “figli di papà” e il Sessantotto un evidente episodio di “sacro teppismo di eletta tradizione risorgimentale”). Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico.
Dal punto di vista politico PPP aveva un orientamento marxista, ma il suo pensiero fu sempre libero ed indipendente; criticò fortemente i movimenti studenteschi del ’68 definendo i manifestanti “figli di borghesi che giocavano a fare la rivoluzione con i soldi di papà” ed altrettanto duramente denunciò i rischi innescati dal consumismo in tempi molto lontani e diversi da quelli odierni. La sua produzione letteraria assume oggi un valore estremamente contemporaneo e per questo meriterebbe maggiore considerazione ed inclusione nei programmi scolastici. Ma nonostante la particolarità e l’importanza dei temi trattati quello di Costa non è uno spettacolo politico – come ha più volte sottolineato lo stesso autore e regista catanese – quanto un vero e proprio trattato sull’importanza dell’amore, sentimento determinante in ogni condotta pasoliniana personale ed artistica, motore di ogni suo pensiero, dal più semplice al più scandaloso e di ogni conquista o sconfitta ed incontro destinato a mettere radici. Solo gli sciocchi non comprendono che non si vive senza, si sopravvive appena.
Nicola Costa, artista multiforme, apprezzato dal pubblico anche internazionale, racconta la sua pièce teatrale:
“Quando ho pensato di scrivere questo spettacolo su Pasolini ho rivolto tutta la mia attenzione a Lui. L’idea di partenza e la realizzazione finale di questo lavoro sono il frutto di un percorso di studio e approfondimento, di ricerca, di interpretazione che, oltre l’opera pasoliniana, tiene conto delle testimonianze di chi quell’uomo scomodo, libero, intellettuale al di sopra delle righe, lo conobbe da vicino. Nello spettacolo si parla della sua relazione con la madre, del suo aspro rapporto con una certa borghesia. Si racconta l’uomo, il poeta, il figlio; una figura caratterizzata da un’intrinseca semplicità e che ha votato la sua vita all’amore. Il tutto incorniciato dall’unico rito veramente caro a Pasolini: quello teatrale.”
“Solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’aver amato, non l’aver conosciuto”, questo è la summa dell’ amore, il più potente fra i sentimenti, per PPP e questo è ciò che si vuole raccontare.
Uno spettacolo che merita attenzione per l’estrema serietà con cui è stato pensato e costruito anche se “Seri – come insegna lo stesso Pierpaolo – bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo!” e Solo l’amore conta, anche sotto questo aspetto, non disattende le aspettative.
Debutterà venerdì 29 novembre con inizio alle ore 22:00 il nuovo allestimento della pièce scritta, diretta ed interpretata da Nicola Costa, in scena insieme all’attrice e cantante Alice Ferlito, a distanza di nove mesi dall’ultimo soldout registrato al FAB di Catania. Lo spettacolo, organizzato da Manfredonia srls di Luana Cotroneo, offre al pubblico un’approfondita ed emozionante sintesi della vita privata ed artistica del grande intellettuale friulano, ferocemente assassinato all’idroscalo di Ostia la notte del 2 novembre del 1975.
Gli scontri di Valle Giulia, i fatti di Piazza Fontana, le citazioni tratte da Scritti corsari, la ballata delle madri e il pci ai giovani rappresentano i passi salienti dell’opera di Costa, artista pluripremiato e molto amato dal pubblico siciliano e non solo, reduce dal successo de “La lupa” di Verga – lo scorso settembre a Vizzini, città natale del padre del verismo italiano- e dal coordinamento artistico della rassegna “Il primo bacio” per gli incontri letterari prodotti dal Teatro Stabile di Catania.
L’ingresso al pubblico sarà consentito sino all’esaurimento dei posti disponibili. Per poter assistere allo spettacolo è necessario prenotare chiamando al numero 391.1871664.