Economia

Nuove tariffe statunitensi sulle importazioni di vino

Negli ultimi mesi, il dibattito sui dazi applicati alle esportazioni vinicole italiane ha suscitato l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica. Il 2 aprile 2025, l’amministrazione del Presidente Donald Trump ha annunciato l’imposizione di nuove tariffe sulle importazioni di vino negli Stati Uniti. Queste misure prevedono un dazio al 20% per i vini importati provenienti dall’Unione Europea. Tali misure rischiano di avere ripercussioni sul settore vinicolo europeo, in particolare per i principali esportatori come l’Italia. Di seguito alcuni commenti da parte di Presidenti di Consorzi e associazioni italiane del mondo del vino. 

Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio Vini DOC Sicilia  

“La decisione di imporre dazi sui vini italiani rappresenta un elemento di forte preoccupazione per un settore che ha sempre fatto della qualità e dell’export uno dei suoi principali punti di forza. I vini del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia sono ambasciatori della nostra cultura e del nostro territorio nel mondo, e queste misure non solo creeranno difficoltà ai produttori, ma penalizzeranno in modo significativo anche i consumatori americani, che vedranno ridotta la possibilità di accedere a prodotti d’eccellenza a condizioni competitive. Il rischio è quello di limitare la scelta per il pubblico statunitense, privandolo di vini apprezzati per la loro qualità e autenticità. Dal canto suo, il Consorzio continuerà, per quanto possibile, a mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti. Tuttavia, parallelamente, verranno implementate strategie di espansione verso altri mercati e rafforzate le attività di commercio e promozione in paesi con cui collaboriamo da anni, come il Canada e il Regno Unito. La valorizzazione dei vini DOC Sicilia non si ferma e proseguirà con determinazione su scala globale”. 

Vitaliano Maccario – Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato  

Sicuramente l’introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti ci costringono a riflessioni importanti anche se non siamo particolarmente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo, i vini delle denominazioni tutelati dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, prevediamo non subiranno flessioni significative nelle vendite, poiché l’incidenza del rincaro sarà minima e confidiamo possa esser facilmente assorbibile dal mercato. Questo aspetto, unito al grande apprezzamento che questi vini riscuotono tra i giovani consumatori e wine lovers per la loro versatilità e abbinabilità, speriamo li tenga fortemente competitivi anche nel contesto dei nuovi dazi americani. Siamo quindi fiduciosi che continueranno ad essere ricercati nel mercato americano senza che la politica dei nuovi dazi possa incidere in modo troppo significativo sull’andamento della domanda. Riteniamo, inoltre, che sia fondamentale continuare a investire sulla collaborazione con i principali player del mercato statunitense. In   quest’ottima abbiamo siglato un importante accordo con il Monopolio della Pennsylvania che si concretizzerà in una serie di azioni, prima fra tutte il tour che si sta svolgendo in questi giorni nel nostro territorio. Un’occasione unica per i nostri produttori di far conoscere ai buyer i loro prodotti e di aprire nuove relazioni commerciali. Crediamo fortemente che il nostro territorio possa sempre più essere un riferimento di eccellenza e qualità”. 

Giovanni Dubini, Presidente dell’associazione MTV Umbria  

 “Negli ultimi anni, l’enoturismo in Umbria ha rappresentato una risorsa straordinaria per il nostro territorio, con un crescente interesse da parte di visitatori italiani e stranieri che scelgono la nostra regione per scoprire la qualità e l’autenticità dei nostri vini. Tuttavia, l’introduzione di dazi sulle esportazioni vinicole rappresenta una sfida significativa per il settore, incidendo sulla competitività delle nostre aziende e limitando l’accesso ai mercati internazionali. 

L’Umbria, con le sue cantine storiche e i suoi vitigni autoctoni, deve continuare a puntare sull’enoturismo come motore di crescita economica e promozione del territorio. Le politiche commerciali restrittive non devono scoraggiare i produttori, ma piuttosto spingerci a investire ancora di più nell’accoglienza, nell’esperienzialità e nella valorizzazione delle nostre eccellenze locali. Chiediamo con forza che le istituzioni a livello nazionale ed europeo si adoperino per tutelare il comparto vitivinicolo italiano, favorendo accordi che possano ridurre l’impatto dei dazi e incentivare la promozione internazionale del nostro patrimonio enologico. Nel frattempo, MTV Umbria continuerà a lavorare al fianco delle cantine e degli operatori del turismo per rafforzare la nostra attrattività, offrendo ai visitatori esperienze uniche che vadano oltre la semplice degustazione: percorsi culturali, eventi enogastronomici e un’immersione autentica nella bellezza della nostra terra”. 

Massimo Sepiacci, Presidente UmbriaTop, la cooperativa delle cantine umbre 

Ora abbiamo un quadro più chiaro: sappiamo che il dazio sarà del 20%. Certo, è una notizia che avrà un impatto negativo, ma almeno l’incertezza che aveva bloccato il mercato nei mesi scorsi è stata superata. L’effetto più immediato sarà dunque una riduzione dei volumi importati, con un impatto diretto sulle nostre esportazioni in particolar modo per i vini di media fascia ed entry level. Per il comparto vinicolo umbro, questo significa la necessità di adottare strategie mirate per limitare le perdite, diversificando le destinazioni e valorizzando ancora di più la qualità e l’unicità dei nostri vini. L’Umbria, con la sua lunga tradizione vinicola e il suo impegno nella produzione di vini di eccellenza, deve affrontare questa sfida con determinazione, sfruttando al meglio le sue peculiarità territoriali. È essenziale potenziare la presenza nei mercati emergenti, investire nella digitalizzazione della distribuzione e creare sinergie con altri settori strategici del Made in Italy. Sarà fondamentale un lavoro congiunto tra istituzioni, consorzi e produttori per affrontare questa situazione, garantire la competitività del vino umbro nel contesto globale e continuare a far conoscere al mondo il valore della nostra terra e delle sue produzioni di qualità“. 

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