Storie dell'anima

Le invasioni barbariche in Sicilia

Inizio quest’articolo con l’approfondimento del termine “barbaro”: dal greco antico “BARBAROS (letteralmente balbuziente), diventa poi in latino BARBARUS. È una parola onomatopeica con la quale gli antichi greci indicavano gli stranieri, cioè coloro che non parlavano il greco e non erano di cultura greca. Questo etimo si è ampliato e trasformato, indicando tutti coloro che secondo il giudizio della cultura dominante del momento non erano civilizzati o non lo erano abbastanza. Tutto ciò mettendo in luce la loro presunta rozzezza, violenza (es. vennero uccisi barbaramente) e solo per non continuare un lungo elenco aggiungo le parole: selvaggi, senza morale o senza Dio. Entrando nel cuore dell’articolo vero e proprio, i barbari in questione sono quelli del periodo storico delle cosiddette invasioni barbariche nell’Impero romano. Dal IV secolo d.C. in poi ci furono numero ondate di invasioni che sgretolarono l’Impero romano d’Occidente. Ma chi furono questi odiati barbari che scossero il mondo antico al tal punto da cambiarlo definitivamente? Essi erano delle tribù nomadi, di origine soprattutto indoeuropea, che attratti dalla ricchezza e per le difficoltà di una vita sempre in pericolo, provarono con successo a conquistare l’impero romano d’occidente. Queste popolazioni erano per la maggior parte di origine germanica o teutonica e fra di loro si annoveravano tribù quali: Goti (Ostrogoti e Visigoti), Vandali, Franchi, Burgundi, Suevi (Svevi), Angli e Sassoni, solo per citare le più note. Questa gente già dal III millennio a.C. si trovava nella Scandinavia meridionale e nello Jutland, (attuale Danimarca e Germania del Nord). Con il passare dei secoli scesero da quelle zone fredde verso territori più temperati fino ad arrivare nelle nostre terre. Un altro gruppo etnico che fece parte delle suddette invasioni furono gli Alani, di stirpe iranica che si unirono ai Vandali nella conquista del Nord Africa. Per ultimo menziono un’altra etnia che fece tremare sia i Romani che i Germani e che costituì una delle cause dell’accelerazione delle incursioni germaniche nell’Impero romano, cioè gli Unni. Questo popolo fortemente bellicoso, di origine probabilmente turca, proveniva dalla Siberia meridionale e a metà del V secolo d.C. con a capo il suo più famoso condottiero, Attila, fece vacillare Roma. Solo con un’ingente somma di denaro risparmiò dalla distruzione la città eterna. La Sicilia tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. non aveva una percezione chiara della tragedia che stava accadendo nell’impero romano. Un giorno del 440 d.C. una flotta navale di Vandali con a capo il loro re Genserico, reduci dall’aver conquistato una parte importante del Nord Africa, attaccò e conquisto l’isola. Fu certamente uno scacco senza precedenti per la Sicilia che tra la prima e la fine della seconda guerra punica era diventata dominio di Roma e che dal periodo augusteo in poi viveva in una pace perpetua. Da questo momento in poi la Sicilia si trovò di colpo dentro le invasioni barbariche. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente avvenuta nel 476 D.C. con la deposizione da parte della tribù germanica degli Eruli dell’ultimo imperatore Romolo Augusto, il loro re Odoacre prese il potere proclamandosi re d’Italia. Lo stesso anno Odoacre attaccò i Vandali in Sicilia. Dopo numerose battaglie si giunse ad un accordo tra i popoli germanici. L’isola sarebbe stata governata dagli Eruli che però dovevano pagare un tributo ai Vandali che ne erano formalmente i padroni. I Vandali però si riservarono un controllo più diretto della parte occidentale dell’isola, soprattutto della roccaforte di Lilibeo (l’attuale Marsala). Da lì a poco giunsero in Italia gli Ostrogoti, (Goti d’oriente) con il re più importante della loro storia, Teodorico, che entrarono in guerra contro gli Eruli di Odoacre e nel 493 d.C. li sconfissero definitivamente impadronendosi dell’Italia. Tra il 484 e il 496 d.C. gli Ostrogoti strapparono ai Vandali la Sicilia, nell’isola si limitarono esclusivamente alle razzie, in quanto i loro maggiori interessi si trovavano nella penisola italica. Quando i Bizantini con a capo l’imperatore Giustiniano coltivarono l’intenzione di riconquistare l’Impero romano d’Occidente, in Italia scoppierà una guerra tra Ostrogoti (padroni dell’Italia) e i Bizantini (Romani d’oriente di lingua greca). La storia la ricorderà come Guerra gotica o Guerra greco-gotica (535-553) che devastò la penisola italiana e avrà come vincitori gli eredi di Romolo. La Sicilia dopo la sconfitta ostrogota passerà di mano ai Bizantini ma, questa è un’altra storia.

Articoli correlati

Back to top button