Il pianista Claudio Bonfiglio a Catania

Dopo il grande successo ottenuto in oltre 100 concerti in tutti i continenti e gli innumerevoli concorsi nazionali e internazionali vinti, il pianista Claudio Bonfiglio si esibirà a Catania sabato 10 ottobre 2020 alle ore 18.30 all’Istituto Sacro Cuore di via Milano 47, per la consueta rassegna promossa dalla Società Catanese Amici della Musica diretta da Anna Rita Fontana. Bonfiglio, 31 anni, dopo il conseguimento del diploma all’Istituto “Vincenzo Bellini” di Catania e la laurea, anch’essa con lode, al Conservatorio “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona nella classe di Vittorio Bresciani che resta uno dei massimi interpreti del repertorio lisztiano si è perfezionato con Andrea Dindo. A Padova l’anno scorso ha conseguito il Master in Pianoforte e Musica da Camera con Konstantin Bogino, con il quale sta proseguendo il suo percorso professionale.
«Il focus del programma è chiaramente Beethoven – evidenzia il musicista – con due sonate, che per quanto diverse e contrastanti tra di loro, sono rappresentative dello stile maturo del compositore».
Bonfiglio fa riferimento alla Sonata in Fa minore op. 57 conosciuta con il titolo apocrifo di “Appassionata”,che fu composta in modo assai travagliata dal maestro di Bonn fra l’estate del 1804 e i primi mesi dell’anno successivo e che fu dedicata al conte Franz von Brunsvik e alla Sonata in Mi maggiore op. 109, scritta nella tonalità a adorabile e lucente dell’Heimlichkeit beethoveniana che risale al novembre del 1821. Fu composta per un gesto di gratitudine per l’amico Franz Brentano che lo sostenne durante la sua carriera, la composizione porta la dedica a Fraulein Maximiliana,che era la figlia diciannovenne di quest’ultimo. Bonfiglio è un musicista assai appassionato di musica moderna e contemporanea ed ha collaborato con alcuni dei compositori assai prolifici dello scenario musicale attuale tra cui Battistoni, Mannucci, Procaccini, Gregoretti, Bianchera, Galante e Campogrande, del quale sabato pomeriggio proporrà anche un brano.
«Ho deciso – continua Bonfiglio – di incorniciare le Sonate tra due lavori di epoche diverse per creare una sorta di linea temporale che va dal passato al futuro: una sonata di Scarlatti che richiama la tonalità dell’Appassionata e un lavoro recentissimo del maestro Campogrande, che ci mostra l’evoluzione della scrittura pianistica fino ai giorni nostri. In particolare quest’ultimo lavoro, “Nudo”, nasce come commissione di un ritratto di donna “in musica” articolato in 5 movimenti che prendono in esame e danno una “visione sonora” di diverse peculiarità sia fisiche che caratteriali del soggetto ritratto». Se la Sonata K. 466 di Scarlatti è uno di quegli Andanti che si possono considerare come una sorta di anticipazione di una scrittura pianistica romantica, con la sovrapposizione di terzine nella mano destra e di duine nella sinistra a pervadere tutto il brano, “Nudo”, invece, nasce dalla creatività di quello che la stampa ha definito come un “compositore di stoffa”, un concerto per pianoforte e orchestra intitolato R,che è un ritratto per pianoforte e orchestra diventato solo in seguito una versione per pianoforte solo. «Un brano che sarebbe identico a R – ha spesso detto il musicista Campogrande – se non fosse per il fatto che, come suggerisce il titolo, il pianista è nudo, senza abiti orchestrali».