Cultura

Farm cultural Park, un giardino incantato per fare cultura

A Favara, nel cuore del centro storico del comune agrigentino, nel quartiere denominato “dei sette colli’”, caratterizzato appunto da sette cortili interni conosciuti come le corti di Bentivegna, che ospitano piccoli palazzi, ridando vita a un borgo semiabbandonato, sorge un’ambiente cittadino divenuto uno spazio dedicato alla fruizione della cultura e dell’innovazione.
Si tratta del Farm cultural Park, un luogo che a parità di intenti ricorda lo storico quartiere degli artisti di Montmartre parigino o i salotti letterari degli artisti emergenti del novecento.
Un museo cittadino che, nato nel 2014 come progetto di riqualifica del centro storico della città di Favara, nell’omonima Associazione culturale trova espressione, grazie a un ambizioso progetto dei coniugi Florinda Saieva e Andrea Bartoli.
Un universo parallelo che sito nel cuore della Sicilia, si annovera tra le mete turistiche più interessanti dell’isola.
Una residenza destinata ad artisti e creativi che nel tempo ha ospitato personaggi e opere contemporanee di artisti come Sara Frattini, Massimo Sirelli e creativi di fama mondiale.
Mostre temporanee che nei vari spazi espositivi dedicati cambiano periodicamente, attirando visitatori di provenienza nazionale e internazionale.
Spazi di lavoro, attività di incontro con il pubblico e la possibilità di partecipare a meeting, dibattiti e workshop, creando progetti site specific, hanno incentivato il settore turistico in un programma di arte, agricoltura e botanica condiviso con l’intera cittadinanza.
Un progetto che incorpora storia, arte contemporanea e architettura urbana con particolare attenzione all’impatto ambientale, che ha ridato vita allo storico palazzo Miccichè, un palazzo nobiliare dell’800 trasformato in un giardino d’inverno, le cui pareti fungono da tela a artisti e pittori.
Tra i programmi culturali Countless Cities, la biennale delle Città del mondo, giunta alla terza edizione, si presenta come un movimento globale di riqualifica e rilettura delle città, con un impatto culturale che coincide con lo sviluppo e la reciproca convivenza.
Un giardino incantato che nella prossima edizione permetterà di esplorare nuove identità metropolitane proponendo innovativi stili e progetti di sviluppo territoriali, tramite percorsi educativi e di formazione che apportano cambiamenti culturali, capaci di valorizzare a un livello alto di coesione le rappresentazioni collettive di linguaggi e espressioni tipiche di talento inventivi e capacità espressiva.

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