Europa, ultima prova prima della dissoluzione

Jacques Delors, socialista francese, 94 anni, figura di primo piano nel panorama politico continentale, è stato presidente della Commissione europea dal 1985 al 1995, ed ha sempre avuto a cuore il progetto di Europa federalista del manifesto di Ventotene. Delors ha rilasciato in queste ore una dura dichiarazione nella quale afferma: “Il clima che sembra regnare tra i capi di Stato e di Governo e la mancanza di solidarietà europea fanno correre un pericolo mortale all’Unione europea”. É un grande vecchio della politica europea e stavolta ha sentito la necessità di intervenire in un momento in cui ogni nazione europea sembra rinchiudersi in un sordo egoismo e non c’è un’unione forte e convincente intorno ad un progetto di condivisione per un piano massiccio di interventi finanziari. In particolare sta emergendo una forte spaccatura difficilmente ricomponibile tra i paesi del Nord Europa e gli altri, tra cui l’Italia e la Francia. Delors è stato un grande protagonista della politica europea che condusse ai Trattati di Maastricht e oggi è un grande e vecchio saggio che in un momento drammatico lancia un monito assai chiaro nei confronti dei rigoristi e dei falchi, quindi, anche alla Germania a cui si è aggiunta anche Ursula von der Leyen, attuale presidente della commissione europea. Il conflitto nasce sulla proposta italiana e francese di emettere i Coronabond come debito sovrano europeo che consenta una solidarietà e garanzia comune. Per l’Europa è l’ennesima prova e forse anche l’ultima prima della dissoluzione.

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