Emergenza coronavirus, la Confelp: “Sostegno alle aziende del settore agricolo”

Il Segretario Generale di Confelp, Salvatore Orlando, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e per conoscenza ai ministri dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, del Lavoro e delle Politiche Sociali
Nunzia Catalfo e del Presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale Pasquale Tridico, con la quale avanza delle proposte per il sostegno alle aziende del settore agricolo colpite dalla crisi derivante dall’epidemia di covid-19.

Scrive Orlando:

“Alla luce di quanto, notoriamente, sta accadendo nel Nostro Paese, siamo Tutti chiamati a partecipare attivamente e con responsabilità a contribuire, in maniera sensata e razionale, sul come affrontare questa preoccupante diffusione del Virus COVID-19 che rischia, oggi, di stravolgere non solo la salute dei Cittadini ma anche, seppur in second’ordine in termini di prioritaria importanza, la salute delle Aziende e delle Imprese, spina dorsale della Nostra economia e, quindi, della vita stessa del Nostro Paese e di Noi Tutti.
Nel mondo del Lavoro, da Noi rappresentato, tante sono le difficoltà contingenti l’emergenza medica in atto. A riguardo del mondo dell’agricoltura e dei datori di lavoro in campo agricolo, rappresentato dalla Nostra Federazione FED.AGRI.D. (Federazione Agricola Datoriale), la crisi legata alla diffusione del Covid-19 ha parecchio influenzato le Aziende, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista operativo, sia dal punto di vista psicologico.
Le Aziende agricole infatti, così come le aziende facenti parte della filiera agricola e agroalimentare, oggi, e insieme alle altre, soffrono la crisi derivante dalla spaventosa epidemia che sta colpendo l’intero globo ma che, in Italia, sta facendo registrare, ultimamente, gli episodi più diffusi e con le più pesanti ripercussioni alle imprese.
Nel settore agricolo il peso dell’attuale momento di stallo è, a causa dell’alta stagionalità e della deperibilità dei prodotti, tangibile e, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, destinato a portare effetti di lunga durata, con la messa in ginocchio di quelle imprese (tante, tantissime), che con sacrificio esportano i prodotti verso le piazze di vendita più importanti del Nostro Paese. Casi emblematici quali quelli dei piccoli e medi produttori che vendono ai mercati agricoli più importanti a livello nazionale, quando quest’ultimi vedono oggi una notevole riduzione degli ordini da parte dei clienti esteri, zoccolo duro della clientela, e quello dello stop ai mercati rionali e delle mense, che sta mettendo in crisi le aziende ortofrutticole di tutta Italia, con stock di prodotti freschi invenduti in magazzino e destinati, così e a breve, al macero.
Questa, per il Paese, è certamente “la Nostra ora più buia”, come sottolineato dal Premier Conte citando Winston Churchill. Ed è sicuramente l’ora in cui lo Stato deve stringersi attorno ai suoi Cittadini, dando non solo la protezione in ambito sanitario, ma salvaguardando in maniera efficace e forte la sopravvivenza del tessuto di micro, piccole e medie imprese, che compongono la spina dorsale della Nostra Nazione con forza trainante.
In questo momento è necessario pensare a ciò che potrà risollevare le aziende, non solo pensando a ciò che si dovrà fare nell’immediatezza ai fini della salvaguardia della salute, bene certamente primario, ma programmare anche delle azioni concrete per la rimodulazione dell’auspicata fase di ripartenza e di rilancio.
A Nostro avviso sarebbe fondamentale ragionare su misure di riduzione della pressione fiscale alle imprese che, in questo particolare momento, si trovano in difficoltà oggettive per produrre, per vendere, per incassare e per, di conseguenza, pagare tasse e imposte.
Aldilà delle forme di sostegno al reddito, della cassa integrazione, della moratoria ai finanziamenti delle imprese concordata con l’ABI, vi è la necessità di mettere in atto azioni di rinvio delle scadenze fiscali per le imprese, con un alleggerimento del carico mediante eventuali rateizzazioni dei versamenti. In più, anche in termine di adempimenti burocratici sarebbe auspicabile lo slittamento delle scadenze, come già disposto dal Mef relativamente agli adempimenti fiscali, anche di quelle previdenziali (ad esempio il pagamento dei contributi previdenziali il 16 di questo mese, da versare tramite F24), favorendo così alle aziende di potersi dedicare, in questa drammatica e delicata fase, al rilancio delle attività produttive e ad evitare la stasi dettata dalla congiuntura economica e dagli effetti dell’epidemia in corso, evitando così all’imprenditore di doversi dedicare agli aspetti burocratici, affollando uffici, studi, banche e poste per gli adempimenti e per i pagamenti, esponendolo ancor di più a possibili contagi.
In questa difficile fase la cosa più importante è la coesione e il lavoro congiunto tra Governo, Pubblica Amministrazione, Parti Sociali, Imprese, Lavoratori e società civile.
Come Confederazione siamo certi che solo stando uniti, ognuno per le proprie competenze e responsabilità ovviamente, sarà possibile uscire dal tunnel nel quale ad oggi ci troviamo e che, diversamente, rischia di intrappolare la Nostra Nazione nello sconforto e nell’isteria collettiva.
Come Confelp Ci siamo, siamo presenti, ascoltiamo le istanze e le domande dei Nostri Iscritti, e cerchiamo di dare delle risposte, nei fatti, manifestando non solo la vicinanza e la solidarietà, ma cercando di poter apportare quelle proposte necessarie affinché nessuno resti indietro e, Tutti insieme, si esca dal guado nel quale, oggi, ci troviamo ma che, siamo certi, riusciremo a passare con le azioni responsabili messe in atto da parte di Tutti Noi”.

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