Economia

Dazi USA, Codacons lancia un forte allarme per i consumatori italiani

Il Codacons lancia un forte allarme sulle ripercussioni economiche e giuridiche derivanti dall’introduzione di dazi del 20% da parte degli Stati Uniti sulle importazioni europee. Il provvedimento annunciato dal presidente Trump rischia di danneggiare gravemente le famiglie italiane e l’intero tessuto produttivo nazionale.
“L’inasprimento tariffario imposto dagli USA comporterà un aumento diretto dei prezzi per numerosi prodotti importati o che contengono componentistica statunitense o europea destinata all’esportazione”, dichiara il Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons. L’Italia, fortemente interconnessa con i mercati globali, sarà inevitabilmente colpita, con rincari stimati fino al 10-15% su auto, beni tecnologici e prodotti alimentari trasformati.”
Preoccupazioni anche per l’industria italiana che esporta verso gli Stati Uniti, in particolare nei settori dell’agroalimentare, del design e della meccanica di precisione. “Un aumento dei dazi rende i nostri prodotti meno competitivi e apre a scenari di calo dell’export e perdita di posti di lavoro – prosegue Tanasi – aggravando un quadro economico già segnato da inflazione e stagnazione dei consumi.”
Sul piano giuridico, Tanasi – in qualità di giurista – sottolinea come l’imposizione unilaterale di dazi di tale entità rischi di violare i principi della reciprocità e della non discriminazione sanciti dalle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). “Si tratta di un provvedimento che colpisce la libertà commerciale e i diritti dei consumatori europei e italiani, minando l’equilibrio giuridico internazionale e il principio di libera circolazione dei beni.”
Il Codacons chiede un immediato intervento del Governo italiano per difendere le categorie produttive colpite e predisporre misure di tutela per i consumatori. Invita inoltre l’Unione Europea ad agire in modo coeso sul piano diplomatico e giuridico per contrastare eventuali violazioni delle regole internazionali. Infine, propone l’apertura di un tavolo tecnico con le associazioni dei consumatori per monitorare e contenere gli effetti sui prezzi al dettaglio.
“Non possiamo permettere che i consumatori italiani diventino le vittime collaterali di strategie commerciali aggressive – conclude Tanasi –. Difendere il potere d’acquisto e la legalità internazionale è oggi una priorità non più rimandabile.”

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