Primo Piano

Chi è proprietario del sole?

Angeles Duran è proprietaria del Sole. Lo ha acquistato per usucapione. Tutto ciò risulta anche da un atto notarile. La notizia è vera. È stata riportata da vari siti spesso con un accento di ironia. Anche qualche sito giuridico si è interessato alla questione in modo molto rapido e fugace. Nessuno sembra essere andato al di là della presa d’atto o dell’ironia.
In altri secoli, una notizia del genere avrebbe destato una maggiore attenzione e avrebbe stimolato un dibattito. Durante il XIX secolo, i pensatori e gli economisti non volgevano l’analisi sulla proprietà del sole, ma piuttosto su ciò che sta sotto il sole: la terra. Nel celebre saggio intitolato Progresso e povertà (1879), Henry George (1839-1897) propose la socializzazione della terra come rimedio alle ineguaglianze sociali, alla disoccupazione e alla depressione economica. Questa progressiva socializzazione della terra doveva avvenire attraverso una forte e globale tassazione della proprietà fondiaria. In tal modo, i proprietari avrebbero spontaneamente lasciato le loro terre e le autorità avrebbero usato i proventi di tale tassa in favore dei più poveri e per soddisfare bisogni essenziali della popolazione.
Questo pensatore è difficilmente classificabile con i riferimenti politici che oggi utilizziamo. In un primo tempo fu un repubblicano sostenitore di Abraham Lincoln, il presidente degli Stati Uniti che abolì la schiavitù. In quell’epoca, erano i repubblicani ad essere più sensibili ad alcune istanze civili. I democratici del Sud degli Stati Uniti erano quasi tutti favorevoli alla schiavitù. Successivamente George si avvicinò ai democratici che avevano proposto realizzato importanti riforme sociali (Progressive era). La socializzazione della terra avvicina questo economista al socialismo. Allo stesso tempo, però, ammetteva alcune forme di proprietà privata derivante dal lavoro. Una posizione simile fu sostenuta in tarda età da Pierre-Joseph Proudhon, uno dei padri del socialismo e dell’anarchismo, criticato ed odiato da Karl Marx e da tutti i marxisti. Una pubblicazione del 1891, The new political economy di Henry Rose indicava tra i nuovi pensatori economici: Henry George, Giuseppe Mazzini, John Ruskin, Thomas Carlyle. George potrebbe essere classificato un liberale estremamente progressista molto vicino al socialismo.
Progresso e povertà ebbe un enorme successo e fu variamente letto, analizzato e criticato da pensatori ed economisti di diversa formazione e tendenze. Tra i suoi ammiratori ci furono James Mill e John Stuart Mill, Lev Tolstoj, John Dewey. Tra i suoi critici ci sono due personaggi molto lontani tra loro: Karl Marx e Alfred Marshall. In una lettera a Friedrich Adolph Sorge, Marx ritiene che George abbia ripreso temi già espressi dagli economisti classici inglesi (Smith e Ricardo) e che tale questione sia già stata archiviata. Sempre nella stessa lettera sostiene che George avrebbe una visione molto arretrata e semplicistica del funzionamento del capitale. Rimanda al Manifesto del Partito Comunista in cui aveva già affrontato la questione. In quel testo si parla in modo molto più radicale di espropriazione della proprietà fondiaria, di imposta fortemente progressiva, di accentramento dei mezzi di produzione, del credito e dei trasporti in mano alla classe operaia. L’economista Alfred Marshall invece riteneva la proposta di George una vera e propria sciagura, causa di guerre e di rivolte specie nei momenti iniziali di applicazione.
Su questo tema il dibattito fu molto ampio e articolato nei territori di lingua spagnola e portoghese probabilmente perché l’industrializzazione era ancora molto limitata mentre era molto più forte la questione contadina e i problemi del latifondo. Per molto tempo i marxisti furono ai margini del movimento socialista. La Comune di Parigi fu concretamente realizzata da non marxisti ossia blanquisti e proudhoniani principalmente. In Spagna erano molto presenti gli anarchici. In Italia il Partito Socialista Italiano fu fondato da Andrea Costa che era anarchico e massone. Addirittura un autore conservatore come Jose Monteiro Lobato ha pubblicato nel 1948 un breve libro dal titolo molto evocativo: “Georgismo ou comunismo?” in cui sembra che il georgismo sia la via pacifica ad un socialismo più mitigato da contrapporre alla via rivoluzionaria e violenta del comunismo di matrice marxista.
Negli ultimi quarant’anni, il mondo ha visto la rinascita del liberismo e un crescente consenso verso la proprietà privata, il libero mercato e la competizione. Contro ai superficiali critici del “Pensiero Unico Neoliberista”, va ricordato che esistono differenti approcci e correnti nel cd. neoliberismo. I più radicali sono gli anarcocapitalisti che sostengono in modo molto duro che esista un solo diritto da tutelare e difendere: il diritto di proprietà. Sono contrari allo stato, ai beni pubblici, a qualsiasi forma di servizio pubblico in mano allo stato. Difendono una versione estrema del libero mercato che permetterebbe un’allocazione perfetta delle risorse e la loro efficiente circolazione. Nella prospettiva degli anarcocapitalisti tutta la storia dalla rivoluzione francese al welfare state è il tentativo di scardinare, limitare e annullare il diritto di proprietà. Sebbene alcuni neoliberisti (Friedman) abbiano espresso un certo favore nei confronti del georgismo, una visione estrema e “ultra-anarcocapitalista” porta al rigetto di tale visione. Alcuni sostengono che a finanziare gli anarcocapitalisti sia la famiglia Koch. Le aziende di tale famiglia hanno milioni di ettari di terra, miniere ed interessi nel mondo del petrolio. È evidente che per loro il georgismo è la peste bubbonica, un nemico da distruggere, un nemico forse più insidioso del comunismo marxista.
Chi è il proprietario del sole? La domanda non è banale come sembra a prima vista. La domanda assume una sua importanza se collocata in una giusta prospettiva. Questa è ricavabile dal fatto che il capitalismo ha esteso il dominio del denaro e del profitto su tutto: dalle risorse naturali come l’acqua e il petrolio, ai beni di prima necessità, al corpo della donna, all’immagine e all’uso dei corpi, a questioni molto intime come la fecondazione umana. Persino la guerra è stata privatizzata e sottoposta alle leggi del mercato in quanto ormai ci sono società di reclutamento riconosciute dal Ministero della Difesa di molti stati. In molte abitazioni, in nome dell’energia pulita ci sono impianti fotovoltaici: i pannelli ricevono l’energia solare, la immagazzinano e il proprietario dell’impianto può usarla per sé o venderla ad altri. Attualmente solo Angeles Duran è proprietaria del sole. Ma se tale atto fosse stato intestato ad una multinazionale monopolista del fotovoltaico cosa sarebbe successo?
Spesso si parla di patrimonio dell’umanità. Ma cosa sono effettivamente? A che servono in un momento di costante privatizzazione di qualsiasi cosa?
Alcuni miliardari stanno tentando di realizzare viaggi sulla Luna tramite aziende private. Proveranno a costruire resort di lusso sulla Luna e a recintare le “terre lunari” che attualmente sono “patrimonio dell’umanità”.
Esistono ancora dei beni pubblici? Il pianeta terra è un bene pubblico? Chi è il proprietario del Sole? Che cos’è la proprietà?

https://www.marxists.org/archive/marx/works/1881/letters/81_06_20.htm

Articoli correlati

Back to top button