Cannabis e uso terapeutico

Cannabis e uso terapeutico è stato il tema centrale del convegno dal titolo “Canapa Medica – Salute, ricchezza, opportunità” su iniziativa di Dino Giarrusso, componente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo.
“Un impegno iniziato da libero cittadino e proseguito da giornalista prima e da rappresentante politico poi. Serve un intervento del legislatore che renda possibile sfruttare questa pianta, che accompagna l’umanità da migliaia di anni e che tanto bene ha fatto all’umanità, ma che purtroppo da alcuni decenni è considerata ‘illegale’ o il cui uso è quantomeno problematico. Da quando sono parlamentare europeo sto lavorando senza sosta e con grande difficoltà al raggiungimento dell’obiettivo. La regolamentazione comunitaria dovrebbe, anzitutto, sperare la canapa a scopo ludico-ricreativo da tutto il resto. La mia opinione è che questa sarebbe la prima mossa da fare per controbattere l’arma di chi osteggia un uso più libero della canapa, ovvero l’accusa secondo cui si liberalizzerebbe la droga o si avvierebbero i giovani alla tossicodipendenza. Purtroppo si tratta di un tabù antico, ma non dobbiamo dimenticare che in passato l’Italia era il primo produttore mondiale di canapa. Questa sostanza si presta a molteplici utilizzi, importanti case automobilistiche la usano per costruire i componenti in plastica, così come viene adoperata nell’edilizia per la costruzione di edifici. Insomma, sono tanti i motivi per regolamentare e promuovere l’uso della pianta. Si potrebbe creare un indotto, consentendo lo sviluppo di imprese e occupazione. Per questo bisogna combattere, con la documentazione e l’informazione, ignoranza e luoghi comuni”, questa la riflessione iniziale di Giarrusso sul suo impegno per un’ unica regolamentazione europea : una battaglia, scientifica, sociale e politica.
Presenti numerosi esperti, divulgatori e scienziati, al momento di dibattito e approfondimento sulla canapa terapeutica e opportunità di utilizzo normato e regolamentato nel campo medico-scientifico ed industriale. A relazionare sulle diverse sfaccettature del complesso tema: Vincenzo Perciavalle (responsabile della sezione di Fisiologia del Dipartimento di Scienze Bio-Mediche), Luigi Quattrini (medico prescrittore di cannabis), Giuseppe Lopes (farmacista galenico), Luca Ferrero (autore, medico, terapista del dolore), Giuseppe Brancatelli e Salvatore Marasà (autori), Giovanni Angemi (già responsabile Sert Gravina di Catania), Ernesto De Bernardis (farmacologo responsabile Sert di Lentini), Vinicio Romano (già direttore Sert Piazza Armerina), Santa Sarta (Presidente Comitato Pazienti Cannabis Medica), Michele Giorgianni (avvocato).
Il convegno inoltre ha visto la partecipazione di diversi pazienti che usufruiscono della cannabis medica nelle loro terapie e delle associazioni che li rappresentano, tra i quali Il Comitato Pazienti Cannabis Medica nella persona del Presidente Santa Sarta.
Ciascuno dei momenti caratteristici e differenziati degli interventi corrispondenti a singoli aspetti successivamente assunti al dibattito, ha visto le riflessioni divulgative in prima fase di Luigi Quattrini e di Giuseppe Lopes inerenti rispettivamente le applicazioni consentite dalla vigente legislazione e le diverse varietà farmaceutiche finalizzate ad un trattamento confacenti i bisogni del paziente. A seguire le riflessioni di Giuseppe Brancatelli e Salvatore Marasà autori del libro “La canapa un tesoro medicinale” che insieme al medico terapista del dolore Luca Ferrero hanno ampliato il tema auspicando la possibilità di creare una rete di medici e professionisti.
Protagonista della fase conclusiva l’applicazione in campo psichiatrico di Giovanni Angemi, oltre a Ernesto De Bernardis che ha relazionato sull’uso terapeutico della cannabis nei servizi per le tossicodipendenze; Vinicio Romano si è invece concentrato su cannabis e malattie psichiatriche.
A completamento, le testimonianze dei pazienti rappresentati dal presidente del Comitato pazienti cannabis medica Santa Sarta, che hanno sottolineato la necessità di un unico modello legislativo, in merito al quale ha legato la propria riflessione inerente le novità introdotte dalla legge 204/2016, l’avvocato Michele Giorgianni.
A concludere Dino Giarrusso che ha parlato del tema proposto ed ha sviluppato un discorso più ampio di impegno politico e istituzionale.
Uso terapeutico della canapa.
Nonostante le controversie sull’uso della canapa come stupefacente e sua legalizzazione come droga leggera, essa è stata considerata per migliaia di anni una pianta medicinale. Numerose le pubblicazioni scientifiche sulle attività farmacologiche della cannabis o dei cannabinoidi e sulle possibili applicazioni terapeutiche. Nella medicina moderna si studiano e utilizzano preparazioni a base di cannabinoidi sintetici o estratti titolati dalla pianta e in alcuni paesi, per risolvere i problemi di dosaggio e somministrazione, sono stati sviluppati ed approvati farmaci a base di cannabinoidi. La Cannabis e i suoi principi attivi possono essere utilizzati in medicina in relazione a molte malattie neurodegenerative, metaboliche, tumorali, epilessie farmacoresistenti, nel dolore cronico e in molte altre patologie. Il termine “Cannabis terapeutica”, o più propriamente detta Cannabis Medicinale (CM), è dunque una forma di medicina alternativa ritenuta naturale che si è dimostrata come un rimedio efficace per trattare una vasta gamma di disturbi.
Chi può accedere al CM.
La cannabis terapeutica può essere prescritta, con i costi di approvvigionamento a carico del paziente, da un qualsiasi medico per qualsiasi patologia per la quale esista letteratura scientifica accreditata. Il prezzo dipende dal tipo di farmaco o di preparato prescritto.
Rimborsabilità.
L’applicazione del Decreto ministeriale 9/11/2015, quindi la previsione della rimborsabilità dei farmaci a base di cannabis, è competenza dei singoli Sistemi Sanitari Regionali. Alla luce di questa previsione, assistiamo a grandi disparità di accesso ai cannabinoidi medici tra pazienti di Regioni diverse.
In Sicilia la cannabis terapeutica è rimborsabile dal 17 gennaio 2020, ma solo in tre casi, ossia quando è usata per: la riduzione del dolore cronico moderato-severo refrattario alle terapie farmacologiche attualmente disponibili; la riduzione del dolore associato a spasticità refrattaria ad altri trattamenti in alcuni pazienti affetti da Sclerosi Multipla; per ridurre il dolore neuropatico, nel caso in cui il paziente abbia un punteggio ≥5 della scala NRS con resistenza al trattamento convenzionale o che presenti intolleranza. Per ottenere la prescrizione, il paziente non deve essere affetto da disturbi psichiatrici e non deve essere in stato di gravidanza. La rimborsabilità avviene solo per i pazienti residenti in Sicilia e dopo il fallimento delle terapie tradizionali. Per ottenerla, il medico specialista dipendente delle Aziende Sanitarie Pubbliche regionali deve compilare il Piano Terapeutico, questo deve avvenire “esclusivamente in ambiente ospedaliero, ovvero in regime di ricovero ordinario, day hospital ed ambulatoriale, operante nelle seguenti Unità Operative”: U.O. Anestesia Rianimazione, Centri di Terapia del Dolore, U.O. Neurologia. Attualmente sono inoltre in corso mozioni per l’ampliamento dell’erogazione.
Legislazione sull’ uso terapeutico di cannabis in Italia.
Dal 2006 in Italia i medici possono prescrivere preparazioni magistrali utilizzando la sostanza attiva che si ottiene dalle infiorescenze della cannabis coltivata dietro autorizzazione di un Organismo nazionale per la cannabis. Dal 2013 in Italia è anche prescrivibile dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabis per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla. Nel 2016, il nostro Paese ha avviato una produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM), grazie alla collaborazione tra il Ministero della salute e il Ministero della difesa, in modo da garantire l’accesso a tali terapie a costi adeguati e in modo sicuro. La prescrizione di cannabis ad uso medico in Italia riguarda (DM 9/11/2015) l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette.