Arte

Arte a Librino: Museo Magma, donata una nuova opera dal maestro Antonio Presti

C’è un luogo, a Catania, dove il cemento si fa tela e la periferia diventa poesia. Un luogo in cui l’Arte non viene esposta, ma donata, vissuta, respirata da chi la abita. Quel luogo è Librino. E grazie alla visione del mecenate Antonio Presti, si trasforma da oltre vent’anni per dare vita al più grande Museo d’arte contemporanea a cielo aperto d’Europa: MAGMA (Museo d’Arte Generativa Metropolitana per l’Anima). Cuore pulsante di Bellezza maieutica, che restituisce agli abitanti un futuro differente, partendo proprio dai sogni e dai desideri dei bambini e delle loro famiglie.

Dopo la Porta della Bellezza, la maestosa Porta delle Farfalle e le opere di luce “Sognatrice” e “Amare” di Fabrizio Corneli, oggi il Museo si arricchisce di un nuovo battito: “Cromatismo Emozionale“, l’opera dell’artista campano Paolo Bini, che con 34 colonne colorate di 5 metri ciascunain lamiera zincata, semicircolari e policrome – disegna un tragitto di luce tra il grigio urbano: un sentiero simbolico che percorre la Montagna Sacra e conduce alla Chiesa della Resurrezione del Signore. Un’opera che non si guarda. Si attraversa. Si ascolta. Si sogna.

Un colore per ogni sogno, una colonna per ogni storia: non sono solo strutture verticali, ma semi di futuro, radicati tra i palazzi di Librino, che germogliano in colore, elevano lo sguardo, invocano bellezza. Ogni colonna potrà essere “adottata” da una famiglia del quartiere (i condomini coinvolti sono: Le Ravennate, Cesame, Amiconi, Risveglio, Sicilia Bella), che sarà chiamata a scrivere una riflessione sul sogno, sulla luce, sulla speranza. Così, come accade sempre quando c’è lo sguardo del maestro Presti, il cemento si colora di umanità. E l’arte si fa relazione.

«Il senso dell’Opera non è nella scultura, ma nel sentimento che muove le persone; nella trasformazione sociale che sta avvenendo grazie all’Arte – sottolinea Antonio Presti – è Librino stessa a diventare opera d’arte. È nella dignità ritrovata, nello sguardo che si alza, nei bambini che crescono tra i “pilastri” del Bello. La verticalità delle singole “colonne”, infatti, è un invito a rivolgere lo sguardo verso il cielo, esortando il fruitore a “stare a testa alta” e ad allontanarsi dalle cose terrene, per dare vita al sogno».

L’artista Paolo Bini, emozionato e coinvolto profondamente dal progetto, spiega: «C’è un filo invisibile che unisce il mio gesto artistico alla visione di Presti: il desiderio di trasformare. “Cromatismo Emozionale” vuole dialogare con le strade, con le persone, con i palazzi. Il colore diventa linguaggio universale, capace di ricucire lo spazio urbano e quello interiore. Librino è la mia città ideale. Fare arte qui è un’esperienza che va oltre l’arte. È un atto di responsabilità, di restituzione, di inclusione. Ogni opera diventa monumento contemporaneo, ma soprattutto ponte tra le persone e la loro voglia di bellezza».

Il percorso emozionale dell’opera prosegue con una monumentale pittura murale, un grande segno blu che collegherà simbolicamente la Porta della Bellezza, la Porta delle Farfalle e la Porta della Conoscenza. L’idea di Presti è quella di ridisegnare le aree antistanti le tre Porte, nell’obiettivo di rifunzionalizzare ulteriormente il tessuto urbano, “ricucendo” la distanza tra luoghi differenti. Il colore scelto non è casuale: il blu è il mare e il cielo, l’orizzonte e la profondità, la memoria del Mediterraneo che si scorge da Librino. «Il blu – racconta l’artista Paolo Bini – è un colore primario, origine di ogni altra tonalità. Ma è anche oscurità illuminata dalla luce. E allora, proprio a Librino, abbiamo voluto affidarci alla luce per superare l’ombra, per scrivere una nuova narrazione fatta di speranza, consapevolezza e rinascita». Proprio per questo, i bambini delle scuole e dei condomini hanno scelto delle frasi scritte in oro – “Io amo Librino”, “Il rispetto porta rispetto”, “Librino è famiglia” – messaggi, parole, scritture, che esaltano la formazione di identità e di rispetto per il proprio quartiere. “Vivere a Librino è Bellezza”, continua Antonio Presti.

La nuova opera si inserisce nel progetto della Triennale della Contemporaneità, il passo successivo nella visione del museo MAGMA. Un progetto dinamico – supportato dalla presidenza della Regione Siciliana e dall’assessorato ai beni Culturali- che prevede nuove opere ogni tre anni, in un flusso costante di trasformazione e rigenerazione, per restare sempre attuale, vivo, generativo. «Non celebriamo il passato – afferma Presti – ma onoriamo il presente, nella sua complessità e nella sua urgenza. Un Museo a cielo aperto non può permettersi di essere statico. Ha bisogno di alleanze, di energie nuove, di istituzioni lungimiranti». E proprio in questa visione, il maestro Presti ringrazia il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, il sindaco di Catania Enrico Trantino, che hanno creduto nella Triennale della Contemporaneità, sostenendo l’idea che la rigenerazione dei territori passi attraverso Arte e Bellezza.

PAOLO BINI: IL PITTORE DELLA LUCE

Paolo Bini, artista originario di Battipaglia, oggi docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata, è uno dei nomi più originali della nuova pittura italiana. Le sue opere si muovono tra istinto e studio, tra emozione e struttura. Ogni suo lavoro è un’esperienza. Un invito a contemplare il paesaggio esteriore e quello dell’anima. “Cromatismo Emozionale” non si conclude con la posa delle colonne. È un’opera aperta, viva, partecipata. Un progetto che cresce con i pensieri scritti dagli abitanti, con gli occhi dei bambini, con il passo lento di chi attraversa quel sentiero e si ferma, forse per la prima volta, a guardare il cielo. Perché Librino non chiede più di essere salvato. Chiede solo di essere amato. E Antonio Presti, ancora una volta, ha risposto con l’arte.

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