Amore e tradimento

“Amor ch’a nullo amato amar perdona
Mi prese del costui piacer sì forte
Che come vedi ancor non m’abbandona”
Parole senza tempo, che ci ricordano l’intensa e infelice storia d’amore di Paolo e Francesca, narrata nel V canto dell’Inferno di Dante, ma soprattutto pregne di sentimento e di passione eterna che oltrepassa la vita e si perpetua nella morte.
Ma rileggendole, viene da chiedersi se ancora oggi l’amore sia una passione totalizzante o si sia trasformata, nel continuo girotondo di superficialità frenetica delle nostre vite, in una sorta di mercanzia, soggetta a scadenza.
“L’amore è eterno finchè dura” affermava con amara ironia Carlo Verdone in un suo film di qualche anno fa.
E in effetti l’amore nella nostra società sembra avere la stessa durata di un qualunque nostro elettrodomestico, di cui ci si libera non appena comincia a funzionare male. Ossessionati costantemente da un illusorio desiderio di libertà, siamo spinti a cercare continuamente qualcosa di nuovo che stimoli ancora di più le nostre sensazioni.
Ed ecco che così come desideriamo ossessivamente oggetti sempre più alla moda, allo stesso modo cerchiamo nuovi partner nella vana speranza di riprovare le emozioni perdute.
E allora si tradisce senza pensare alle conseguenze e alle possibili ripercussioni nell’animo di chi si ferisce, dimenticando volutamente che un tradimento è sempre un trauma che destabilizza. Ma oggi è considerato superficialmente come un semplice passaggio per interrompere una relazione.
Pur essendo un comportamento che accomuna sia gli uomini che le donne, in questi ultimi giorni, il suo effetto devastante sull’altro, ha suscitato polemiche con l’ultima canzone della cantante Shakira, scritta contro l’ex , reo di essersene andato con una ventiduenne, dopo dodici anni insieme e due figli. La sua vendetta di donna tradita ha fatto il giro del mondo raggiungendo su Youtube novanta milioni di visualizzazioni, anche se qualcuno si è distaccato dal coro e ha criticato il suo gesto vendicativo.
Però se volgiamo lo sguardo al nostro passato, ci accorgiamo che la sua voglia di vendicarsi non è affatto una novità.
La letteratura classica ha eternato donne tradite, che sono state umiliate e che poi si sono vendicate.
Come non ricordare Didone o Medea, donne innamorate e tradite da uomini che le hanno abbandonate.
Didone, non sopportando l’abbandono da parte di Enea, si suicida, ma prima di farlo lancia una maledizione contro il suo amato e la sua stirpe implorando gli dei di essere vendicata.
Invece Medea mette in atto una terribile vendetta, uccidendo i due figli di Giasone che l’ha lasciata per sposare un’altra donna.
Certo che le donne di oggi sono meno violente di Medea o della palermitana Giulia Tofana che nel 1640 creò una pozione mortale, incolore e inodore, con cui le donne tradite potevano uccidere, senza destare sospetti, gli uomini traditori.
Pur non utilizzando più, modi così cruenti, esse non hanno smesso di vendicarsi poiché il dolore provocato dal tradimento è rimasto inalterato nei secoli e come nel passato sfocia in un desiderio insopprimibile di far soffrire il traditore per fargli provare lo stesso dolore.
Nietzsche scriveva che “Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo”.
Affermazione che conferma che la vendetta di una donna è più potente poiché ella è capace di provare una passione amorosa molto più profonda e intensa che coinvolge ogni aspetto della sua esistenza.
Così, nonostante l’apparente modernità della nostra società, non è cambiato nulla e le donne tradite continuano a vendicarsi degli uomini traditori, quello che è cambiato è il modo poiché lo fanno servendosi dei social, un’affascinante strumento per vomitare addosso all’ex amato tutto quello che non si potuto urlargli.
Ecco perché non è un caso se l’ultima canzone di Shakira sia in cima alle vendite.
La sua canzone di vendetta si è trasformata nel simbolo di tutte le donne che sono state deluse da uomini che hanno tradito la loro fiducia ma soprattutto tutti i loro sforzi nel voler creare e mantenere l’unità della famiglia.
E così la frase “Hai cambiato un Rolex per un Casio” si è trasformata nel grido di rivalsa di ogni donna sfruttata dall’uomo che diceva di amarla e poi gettata via come una scarpa vecchia per essere sostituita da un’altra più giovane.
Una discutibile prassi maschile che ha ispirato il romanzo “Il Club delle ex mogli” scritto da Olivia Goldsmith, trasformato nel film, “Il Club delle prime mogli” che racconta proprio la rivalsa messa in atto da tre donne, le quali dopo aver aiutato per anni i rispettivi mariti a raggiungere il successo nelle loro carriere professionali, sono state scaricate per essere soppiantate da rivali molto più giovani ed attraenti.
Ma Shakira non è la prima cantante ad aver scritto una canzone contro il suo ex, prima di lei ci sono state altre star famose e anche qualche uomo come Ed Sheeran.
Ma questa gogna pubblica piuttosto che farci sorridere, dovrebbe sconcertarci.
Nella colorata e brillante giostra in cui sono state risucchiate le nostre esistenze, i sentimenti, di gioia o di dolore sono sbandierati senza alcuna remora privandoci della nostra identità più profonda. E non ci accorgiamo che sottoporre al ludibrio collettivo l’altro, non lenisce affatto la nostra sofferenza, ma invece contribuisce a renderci sempre più schiavi delle nostre pulsioni più materiali e a intrappolarci ancora nella fitta ragnatela della platealità quotidiana.