Scuole chiuse, la Uil: “Necessaria una rete Internet efficiente”

“Si fa presto a parlare di lavoro agile, smart working, didattica a distanza … poi, bisogna fare i conti con la realtà. A Catania e provincia, soprattutto in provincia, le reti informatiche sono inadeguate e le scuole non sufficientemente attrezzate. L’emergenza Coronavirus svela ritardi e chiama investimenti: si raccolga la sfida, si costruiscano occasioni di lavoro buono e utile, si aiuti questo territorio a combattere il declino creando opportunità per il futuro”. Questo è un passaggio del documento condiviso dall’Esecutivo della Uil di Catania su iniziativa della segretaria generale Enza Meli, con il contributo tecnico del segretario territoriale Uilcom Gaetano Cristaldi e del segretario organizzativo regionale UilScuola Salvo Mavica. L’Esecutivo del “Sindacato dei Cittadini” è composto anche da Armando Algozzino, Alfio Avellino, Salvo Bonaventura, Jeanine Bongiovanni, Eugenio Cambria, Giovanni Casa, Maria Pia Castiglione, Alessandro Cavallaro, Francesco De Martino, Nino Lombardo, Nino Marino, Giancarlo Mattone, Nino Potenza, Angelo Oliveri, Stefano Passarello e Matteo Spampinato.
Nella nota della Uil etnea, inoltre, si legge: “Mentre la città è in gran parte cablata con la rete veloce, in provincia esistono ancora molti luoghi dove la banda larga non è ancora arrivata e la velocità di connessione non permette un’interazione adeguata. Università e Istituti scolastici, ad esempio, si attrezzano per fare lezioni in streaming che non potranno essere seguite da tutti allo stesso modo”. “Rivendichiamo – scrive l’organizzazione guidata da Enza Meli – un piano per abbattere le barriere tecnologiche, quando ancora resistono quelle architettoniche. Pubblico e privato diano vita, in tempi certi e modi concreti, all’intensificazione del processo di cablaggio della rete ultraveloce. Sia garantito anche alle nostre comunità il collegamento della fibra direttamente a casa dei clienti, il cosiddetto FTTH, proprio come già realizzato in molte città di altre regioni. E senza dimenticare i piccoli centri!”. Conclude la Uil: “Lavoro agile e smart working producono occupazione e risorse, non servono solo in tempi di emergenza come questo. Ciò vale in ogni settore, ma crediamo che questa iniziativa di rilancio, di trasformazione, debba investire innanzitutto il finora lento processo di digitalizzazione della Scuola. Il problema esiste specie al Sud e a Catania se, oltre alle carenze di connessione che riguardano tutto e tutti, bisogna fare i conti con lacune di mezzi e risorse ammesse implicitamente dallo stesso Ministero dell’Istruzione. Dice sì, infatti, al lavoro a distanza ma soltanto se il dipendente dichiara di avere a domicilio tutta la strumentazione tecnologica adeguata a svolgere il proprio compito. E sempre nelle disposizioni sull’emergenza Coronavirus sollecita lezioni a distanza ma ricorda che, per rispondere alle eventuali esigenze di dispositivi (PC, tablet, internet key) necessari a docenti e studenti, ha pubblicato una call rivolta ai produttori di hardware qualora vogliano mettere a disposizione, a titolo completamente gratuito, i dispositivi che poi rimarranno nella disponibilità della scuola”.

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