Pronti gli elenchi dei lavoratori col reddito di cittadinanza

In Sicilia sono già pronti gli elenchi di chi lavorerà per i Comuni col reddito di cittadinanza. A comunicarlo è l’assessore regionale Scavone che ha già inviato i nomi ai sindaci. Saranno impiegati da otto a quindici ore la settimana per progetti di carattere “culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”. Ma all’assessorato regionale al Lavoro ancora vi sono dubbi su quante persone ne fanno parte. Nonostante ciò , parte la fase 3 del reddito di cittadinanza, che prevede la possibilità per i Comuni di impiegare i beneficiari dell’assegno per i progetti già descritti in precedenza. Si tratta appunto di attivare i Puc che è un acronimo che indica la sigla Progetti utili alla collettività. In tal senso si tratta di interventi nei mercati, nei musei, nelle aree verdi e nelle spiagge.
“L’assessorato regionale del Lavoro – annuncia Scavone – attraverso i Centri per l’impiego e con il supporto dei navigator ha predisposto gli elenchi dei beneficiari del reddito di cittadinanza da avviare ai Puc. Il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto ad offrire, nell’ambito del patto per il lavoro e del patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità alla partecipazione”.Ma il punto resta che però non esiste un elenco regionale: “Le liste – si specifica nell’assessorato – sono stilate per Comune”. Bisogna dire che i progetti saranno attivati nei Comuni di residenza e, quindi, i precari dovranno mettersi a disposizione per almeno 8 ore alla settimana, che possono essere suscettibili di aumento sino a 15. “Di concerto con Anpal – dice Scavone – abbiamo stilato l’elenco dei beneficiari. Si tratta di un lavoro propedeutico che permetterà di accelerare i tempi di risposta alle richieste dei Comuni. Nel caso in cui i progetti predisposti dai Comuni prevedano un numero di posizioni inferiori rispetto ai beneficiari tenuti agli obblighi, i Centri per l’impiego predisporranno una graduatoria seguendo alcuni criteri come la decorrenza del beneficio e la partecipazione di almeno un componente per nucleo familiare”.
Si evita, così, in tal modo che una parte dei percettori del reddito di cittadinanza siano in buona sostanza dei nullafacenti assistiti dallo Stato.

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