Piena crisi al comune di Giarre

Sono ormai lontani i tempi della contabilità pubblica orchestrata da maghi merlino delle alchimie algebriche e degli artifici aritmetici in cui si facevano stare in piedi i sacchi vuoti e in cui si costruivano entrate presuntive inesistenti e uscite di spesa non confacenti .Mentre oggi l’ordinamento degli Enti Locali si è modellato in modo stringente e la Corte dei Conti è stata dotata di poteri invasivi esercitando un controllo lento ma metodico della legittimità della spesa e della ricerca di eventuali danni erariali, patrimoniali nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Ma purtroppo il lupo perde il pelo ma non il vizio! Cosicché se si prende ad esempio il comune di Giarre si vivono da anni acque agitate a causa di continue scadenze per l’approvazione degli strumenti finanziari (bilancio e conto consuntivo) al punto che tra non molto pende sulla testa dei consiglieri comunali lo spauracchio (a dire il vero solo per loro!) della nomina di un commissario ad acta e dello scioglimento dell’organo consiliare se non viene approvato entro e non oltre il 6 marzo il bilancio riequilibrato. Invece i consiglieri dell’ormai falcidiata e risicata maggioranza del sindaco civico Angelo D’Anna temono l’approvazione di questo atto amministrativo poiché sono preoccupati del parere favorevole condizionato espresso dal Collegio dei revisori che ha rivelato numerose criticità da sanare prima che in successione la commissione ministeriale insediata per superare il dissesto finanziario si esprima sull’ipotesi di bilancio. Ci sarebbero discrasie sui dati del consuntivo 2016 e 2017 e quanto riportato nel modello “F” dell’ipotesi di Bilancio. Poi sarebbero sovrastimati e non congrui i dati relativi all’Imu, alle altre imposte e tributi sino al fondo della sanzioni per la violazione del codice della strada da un dato consuntivo (riscosso) per l’anno 2018 di 61 mila euro ad una previsione di entrata per gli anni successivi pari a 400 mila euro. Si critica anche da parte dell’organo contabile il percorso che il comune intende intraprendere circa l’idea di affidare ad una ditta esterna il recupero dell’ evasione dei tributi e delle tasse comunali poiché si allungherebbero così i tempi del recupero delle somme non riscosse. Sono queste, 50 pagine di relazione che pesano come un macigno sulla testa di coloro chiamati ad esprimere un voto di assenso o dissenso. Tutti ciò avviene in un quadro politico e amministrativo ormai in disfacimento dove il Sindaco D’Anna ha perso via via pezzi di maggioranza e ha sostanzialmente visto liquidata l’esperienza della coalizione civica di Città viva.

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