L’inevitabile sorte politica delle Sardine

Una sorte inevitabile dei movimenti che vogliono divenire istituzioni è sicuramente quello di essere irretiti, strumentalizzati e manipolati da cattivi maestri. Quel che è successo in questi mesi lo dimostra, poiché la nascita delle Sardine in Emilia Romagna serviva a fronteggiare l’avanzata leghista di capitan Salvini. Facendo vincere Bonaccini è naturale, visto il successo ottenuto, che chi si è mobilitato nelle piazze in difesa dei valori costituzionali, del dialogo, della tolleranza pensasse a scendere direttamente in campo nell’agorà della polis. Così tra i vari personaggi che vi hanno originato è nata una competizione per la leadership che li ha portati persino alla corte dei Benetton e di Toscani, che si sono ripuliti la coscienza con questi baldi ragazzotti a fianco. Così per affermare una supremazia su una massa di persone che francamente, bisogna riconoscerlo, non hanno tanti contenuti da esprimere ma al solito tanta buona volontà e una miriade di parole d’ordine da esternare ai quattro venti. Nasce così quasi per incanto la corte dei navigati volponi della politica della sinistra, piuttosto malmessa oggi, con lo scopo di entrare e infiltrarsi tra i ranghi delle giovani (marmotte) sardine per guidarle docilmente verso i soliti noti. La confusione regna sovrana contro la politica portata avanti dal sovranismo italico da operetta e produce vuoti a perdere come movimenti senza capo e coda in cui l’ignoranza domina incontrastata la scena. Appare credibile, quindi, il tentativo di un sindacato qui a Catania di inserirsi intanto a titolo personale con qualche (ex) giovane tra le file delle sardine per trarre vantaggio nel tentativo di fronteggiare la decadenza del PD locale ormai chiuso da anni. D’altronde la battuta d’arresto in cui il fratello celebre dell’altro fratello (ex deputato) che non è stato eletto e che ha interrotto il progetto di organigrammi decisi in segrete stanze merita di essere rivitalizzato. Appare patetico da sorridere, quindi, il comunicato in cui si afferma solennemente che il sindacato è autonomo e indipendente(sic!) dalla politica quando poi anche i bambini sanno che questa organizzazione ha fornito un nugolo cospicuo di parlamentari nazionali e regionali. Intanto invece della classe operaia in paradiso meglio avere solo alcuni beati a godersi cospicui vitalizi.

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