La politica di oggi: cose da bar dello sport

Meglio soffermarsi su temi metafisici e sulla critica della ragion pura che approfondire le questioni relative ai partiti. Al di là della facile ironia infatti i corpi intermedi su cui si costruiva la democrazia rappresentativa si sono eclissati se non liquidati dal panorama sociale per fare posto a comitati elettorali permanenti che squillano perennemente le trombe della propaganda politica e che sanno solo gridare beceri frasari della demagogia. Si arriva molto spesso così a confronti da bar dello sport sia ad alto che a basso livello e mancano da decenni elaborazioni di idee e programmi in grado di affrontare i nodi della Nazione. Poi in Sicilia la nostra “specialità” è quella di avere una crisi dei partiti ancora più virulenta che riguarda indistintamente destra e sinistra nonché gli ultimi arrivati dei cinque stelle. Un sistema politico quello siciliano ancora più arrestato orfano com’é del personale politico preparato, qualificato e carismatico che per onor di verità avevamo trenta o quarant’anni fa. Mi pare che oggi c’è il tentativo del PD di risalire la china dopo che l’esperienza di Saro Crocetta che ha mortificato le energie di cambiamento e ha consegnato la sinistra al destino di essere capace di produrre l’eterna illusione di una rivoluzione fatta solo di parole vuote ma sostanzialmente arenatasi nelle sabbie mobili degli atti mancati. Si innesta oggi un congresso che portano alla guida del Partito a Catania come a livello regionale figure già note che dovrebbero consentire al partito di riavviare l’azione politica nei territori dove ormai questo partito è scomparso ed si trova in una condizione di assenza dell’iniziativa e dell’azione politica. Assorbita la fuoriuscita dei renziani doc il PD si affida, quindi, ai soliti notabili ex comunisti ed ex democristiani per rinserrare le fila e rilanciarsi. Ma la crisi della sinistra siciliana è la scadente credibilità e lo scarso radicamento tra i ceti popolari e i diseredati delle periferie urbane che ormai sono aree sociali elettorali molto più vicine e di appannaggio dei sovranisti in salsa siciliana. Ritengo che difficilmente la sinistra con questi organigrammi desueti e risaputi riuscirà a fronteggiare l’egemonia della destra nostrana ma dubito persino che riuscirà ad intercettare l’elettorato grillino deluso destinato più che altro a rientrare nel più grande partito isolano dell’astensionismo. Nonostante l’esperienza governativa di Nello Musumeci non è diventata bellissima anzi è piuttosto bruttina, appare evidente che, tuttavia, chi attualmente dirige la Regione può dormire sonni tranquilli per il futuro perché non sembra esserci all’orizzonte nessun capovolgimento degli attuali equilibri politici.

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