I moderni dinosauri stanno uccidendosi l’un l’altro

“La strada più sicura per l’inferno, ricordalo, è quella graduale – è dolce il pendio, il soffice suolo, senza brusche voltate, senza pietre miliari, senza indicazioni”, scrive C.S.Lewis nel suo gustosissimo racconto “Le lettere di Berlicche”. E’esattamente quello che sta succedendo al genere umano che in questi ultimi decenni ha imboccato una china che può condurre ad un punto di non ritorno. L’emergenza provocata dal coronavirus è probabilmente causata da questa disattenzione, da questa noncuranza strafottente.
Il mondo è cresciuto tecnologicamente ma certamente non moralmente e spiritualmente. L’intelletto, ormai, è cinicamente sacrificato di fronte all’interesse economico; il fattore umano sta abdicando alla spersonalizzazione ed alle macchine. Le inquietanti ed oscure profezie di Orwell e di Asimov stanno per divenire realtà. Avremmo dovuto fermarci o almeno rallentare per riflettere un po’ ed invece siamo andati avanti esattamente come i ciechi di Brugel. La continua competizione ci ha spinto ad essere sempre più rapidi, a perdere il minor tempo possibile, a tralasciare le cose poco pratiche. Il tempo è denaro ed il denaro è potere. E del potere abbiamo bisogno per vincere la nostra solitaria gara. Bisogna essere competitivi e per esserlo occorre la velocità. Magari a scapito dei valori, di tutti i valori.
Ecco cosa scriveva, alcuni anni fa, Bertrand Russell: “Il male non sta semplicemente nell’individuo, né un singolo individuo può impedirlo da se nel suo caso isolato. Il male nasce da quella specie di filosofia della vita comunemente accettata, secondo la quale la vita è una contesa, una gara nella quale si deve rispetto al vincitore. Questo concetto induce a coltivare indebitamente la volontà, a scapito dei sensi e dell’intelletto. O forse può essere che, così dicendo, noi si metta il carro davanti ai buoi. I moralisti puritani hanno sempre esaltato la volontà; nei tempi moderni, sebbene, originariamente, dessero importanza soprattutto alla fede. Può darsi che i secoli di puritanesimo abbiano prodotto una razza nella quale la volontà è stata super sviluppata mentre i sensi e l’intelletto sono rimasti privi di nutrimento, e che una razza siffatta abbia adottato, quale la più adatta alla sua natura, una filosofia dell’emulazione. Comunque sia, il prodigioso successo di questi moderni dinosauri che, come i loro prototipi preistorici, preferiscono la forza all’intelligenza, fa si che vengano universalmente imitati; essi sono diventati sotto tutte le latitudini il modello dell’uomo bianco, ed è probabile che nei prossimi cento anni il fenomeno vada ancor più sviluppandosi. Coloro, tuttavia, che non riescono a seguire questa moda, possono trovare conforto nel pensiero che, alla fine, non furono i dinosauri a trionfare; si uccisero l’un l’altro e il loro regno fu ereditato da intelligenti spettatori. Anche i nostri moderni dinosauri stanno uccidendosi l’un l’altro.”
In un momento difficile come questo il contributo dato dal pensiero di Rudolf Steiner è importantissimo. Secondo Steiner la mentalità moderna ha creato una netta distinzione tra la Scienza (asettica) e la Fede (spirituale). La classica separazione fatta dal pensiero occidentale (Cartesio-ghiandola pineale/ epìfisi, Kant-categorie). Di fatto viene decretata la rinuncia al sovrasensibile. L’uomo antico aveva un rapporto diretto con il mondo spirituale senza bisogno dell’intervento della religione (dal latino religo=unisco). Steiner punta alla riaffermazione dello Spirito Antico ma unito alla capacità moderna di sviluppare un pensiero logico-razionale. Infatti l’uomo entra in contatto con il mondo che lo circonda non solo attraverso i sensi ma anche con un’attività cosciente e pensante. Il Logos (lo Spirito Creatore) opera in tutti i regni inferiori (animali) e prende coscienza di sé stesso con la parola (uomo). Invece la scienza moderna dice che il cervello produce pensiero come il pancreas produce insulina. Se fosse solo così saremmo solamente prodotti neuro-chimici e le nostre azioni sarebbero molto limitate. Altro che “libero arbitrio”. Steiner richiama il motto dei Rosacroce: “La via del cuore passa per la testa”. Auspica quindi un maggiore controllo da parte del cervello e, come Hegel, ritiene che la storia dell’umanità sia l’evoluzione dell’uomo verso gradi maggiori di libertà. Fatto che si traduce in maggiore equilibrio, consapevolezza, serenità… Forse, se tutto questo fosse stato ascoltato, oggi non combatteremmo contro il virus.

Foto: La Parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio

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