Giarre, finiti i vecchi fasti della politica

Non vi sono solo Stato e la Regione colmi di debiti ed incapaci di operare al meglio per la penuria di risorse finanziarie  che impedisce di  programmare lo sviluppo e la crescita dei territori. Ma a questi perenni indebitamenti  si sommano anche quelli che derivano dai  Comuni che sono in Sicilia  per lo più in cattive acque e in tanti casi vivono una situazione di dissesto economico finanziario. Il caso di Giarre è assai emblematico di una condizione di assoluta precarietà e cattiva amministrazione che si è protratta alcuni decenni. Prima circa otto anni fa si è proceduto ad una dichiarazione di predissesto e poi sotto la sindacatura di Angelo D’Anna il comune ha alzato bandiera bianca con oltre 48 milioni di debiti accertati dalla Corte dei conti e, comunque, sempre respinti anche dall’attuale amministrazione comunale. A questo stato di cose e in attesa dello stato passivo dei commissari si aggiunge una situazione della struttura burocratica che mostra segni evidenti di lacune, approssimazioni e manchevolezze. L’ultima vicenda dei gettoni di presenza che sarebbero stati pagati illegittimamente ai capigruppo che non facevano parte delle commissioni consiliari dimostra ancora una volta la  difficoltà ad interpretare le disposizioni legislative in materia come peraltro è evidenziato in altri atti e provvedimenti in cui la gestione tecnico amministrativa deve fare la sua parte ed eseguire gli indirizzi politici. Una lunga telenovela in cui sarebbero in ballo controlli su 37 consiglieri comunali degli ultimi dieci anni per cifre ragguardevoli di un milione di euro. I controlli di ispettori regionali sono in corso e si attende l’esito da mesi. Tutto ciò avviene nel contesto di una realtà sociale come quella ionico etnea in profonda depressione in tutti i suoi comparti (agricoltura, commercio e artigianato), con una caduta verticale di occupazione e lavoro e un’emigrazione giovanile che desertifica il territorio. Dunque anche l’amministrazione nel comune pilota di quest’area etnea (gli altri comuni non sono da meno) ha reso la vita locale più povera e degradata. Non si contesta certamente la responsabilità del dissesto a questo amministrazione che è certamente risalente a fatti e decisioni pregresse in cui si è sperperato il danaro pubblico creando questa voragine finanziaria. Ora pero alla resa dei conti non sembra esserci un futuro roseo per Giarre che non possiede una classe politica in grado di rappresentarla con sufficiente determinazione fuori dai confini comunali (un solo senatore eletto non basta) mentre nel passato si registrava una vasta rappresentanza parlamentare sia in sede regionale che nazionale che riusciva a pesare oltre le mura cittadine. Giarre resta un centro elegante e apprezzato ma ormai i fasti di una stagione tramontata difficilmente si potranno ricostruire e sembra che ci sia un grande futuro dietro le spalle.

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