E’ cosa buona e giusta evitare inutili grida

Purtroppo siamo abituati alle mezze verità e a mettere la sabbia sotto il tappeto per nascondere la realtà distogliendo lo sguardo e volgendolo da  un’altra parte per certificare quasi sempre di avere sempre ragione. Succede anche in Italia ai tempi del corona virus in cui permane ansia, angoscia e preoccupazione che dominano incontrastate la scena fosca e buia che si vive. Innanzitutto in questa fase poche mai il governo ha agito probabilmente con lentezza e prudenza emanando prima dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, poi con dei decreti legge e si è assunto la responsabilità di decidere sull’emergenza in un contesto mai vissuto prima. Mi pare di affermare con certezza che dopo gli abusi che si è fatto di questa decretazione che esautorava i poteri delle Camere, oggi più che mai questi provvedimenti rispondono perfettamente ai requisiti di necessità ed urgenza. Naturalmente entro 60 giorni devono essere ratificati dal parlamento e in quella sede è possibile apportare modifiche e proposte da parte di tutti. Quindi le opposizioni e altri parlamentari legittimamente possono richiedere modifiche al testo e appare, comunque, quanto mai corretto che il Capo dello Stato abbia avvertito il dovere di sentire Salvini, Meloni e Berlusconi per verificare la possibilità raggiungere il massimo di unità nazionale e solidarietà in questa fase unica e speriamo irripetibile nella storia repubblicana. Invece purtroppo inizia un tiro al bersaglio da tutte le parti e la stessa chiusura delle filiere economiche del nord si è remorata per le pressioni di imprenditori che non la volevano e poi si è proceduto per le forti pressioni del sindacato. Ma anche le altre categorie sociali (partite Iva, professionisti) si sono ribellate a questi provvedimenti che li penalizzavano e così si è fatta marcia indietro. Poi la ciliegina sulla torta sono le disposizioni di chiusura imposte dalle singole regioni e per quanto ci riguarda dalla Regione Siciliana si riflette sugli arrivi nell’isola. Ma mi chiedo come mai Nello Musumeci invece di gridare anche lui “al lupo al lupo” non abbia adottato i poteri che lo Statuto della Regione Siciliana gli conferiva all’art. 31 come Capo delle Forze di Polizia. Resto stupito che ancora una volta la nostra classe politica non si smentisce a qualsiasi livello. Infatti nel governo nazionale si appare indecisi e condizionati dalla confindustria da un lato e dal sindacato dall’altro mentre a livello siciliano diamo libero corso a personaggi che si “scatenano” per dimostrare di essere sceriffi dell’ordine pubblico e prepararsi a future campagne elettorali (sic!). Ma naturalmente a rischiare la pelle restano sempre in prima linea i sanitari che stanno pagando un tributo di vittime e contagi davvero impressionante e allora è cosa buona e giusta ricordarsene ed evitare inutili grida.

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