Discettare sulla destra siciliana: esercizio assai banale

Discettare sulla destra in Sicilia è un esercizio che implica una considerazione quasi scontata e assai banale. In questi 25 anni questo cartello ha dominato in lungo e in largo a cominciare dall’aver avuto tre governatori alla Regione Sicilia sino al famoso 61 a 0 del berlusconismo trionfante ma a conti fatti le vittorie sul campo non hanno coinciso con il raggiungimento di risultati significativi e con realizzazioni incisive nella realtà sociale anzi il disincanto e la delusione ha dominato la scena. Infatti la recita rappresentata è sempre stata la stessa per attrarre elettori e iniziava con la promessa delle grandi infrastrutture in cui centrale era la litania della necessità del ponte sullo stretto che ha divorato solo risorse per tecnici, progettisti, consulenti e nominati e si finiva con gli slogan sulla Sicilia che non è la terra dei gattopardi o sull’esaltazione delle bellezze artistiche e naturali che possono produrre reddito e ricchezza. A proposito di diventare bellissima anche l’attuale governatore Nello Musumeci non è venuto meno a questo consunto copione ed é apparso quasi sempre con premesse degne di questa lunga tradizione di chiacchere e distintivi cercando di sedurre i siciliani e ci è riuscito con grande abilità ma naturalmente ben presto ha dimenticato che governare la Regione è cosa ben diversa che essere alla guida di una Provincia. Allora al di là delle facili battute le riforme promesse sono ferme al palo impantanata nelle sabbie mobili e l’Ars è assolutamente immobile in un’inattivita allarmante mentre siamo in pieno esercizio provvisorio e come sempre mancano risorse per fare quadrare i conti. Mentre sembra che il debito (8 miliardi?) sia lievitato proprio con l’insediamento di questo nuovo governo. Ma la giustificazione è pronta ed è la solita “…la colpa di questo stato di cose è di quelli di prima…”. Ora la destra nella nostra isola ha goduto di intere praterie nell’elettorato con una tendenza che non si è mai ridotta e che oggi conta soprattutto dell’apporto della rinsavita Lega salviniana consacrata al tricolore, di Fratelli d’italia in forte crescita di consensi e di quel che resta di Forza Italia oltre che del movimento Diventerà bellissima di Nello Musumeci. Però nonostante questa composizione variegata e ampia appena subito dopo si alimentano scontri, conflitti e contrasti tra le varie forze in campo con candidature di sindaci in contrapposizione nelle varie realtà locali e lotte di potere nei piani alti della Regione. Tutto ciò è naturale in un democrazia in cui poi si trova nel dialogo e nel confronto la sintesi di un comune sentire. Ma la questione nodale per il centrodestra siciliano resta sempre il fatto non solo di vincere le competizioni ma quello di riuscire a produrre atti e provvedimenti per i territori e non fermarsi a logiche inconcludenti e divisioni paralizzanti.

Un pensiero riguardo “Discettare sulla destra siciliana: esercizio assai banale

  • 1 Marzo 2020 in 09:10
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    Analisi dettagliata, puntuale, Saro Sorace, conferma, ancora una volta, laddove c’è ne fosse bisogno, la sua naturale vocazione al grande giornalismo politico di analisi. L’unico appunto, che da bastian contrario, x vocazione ed indole, faccio è riferita ad una visione di parte, laddove si sottaceti, all’altrettanto, inconcludente governo di centrosinistra a guida Crocetta.

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