Coronavirus, il sindaco affida Barrafranca al Santo Crocifisso

Il sindaco di Barrafranca, comune in provincia di Enna, Fabio Accardi, ha affidato il suo comune al Santo Crocifisso contro il Coronavirus. L’atto è dello scorso 10 aprile, giorno del Venerdì Santo, ma la notizia ha avuto larga diffusione solo in queste ore. Il Primo cittadino “barrese” ha sancito l’affidamento con un atto ufficiale: la determina sindacale n. 9 del 10 aprile 2020. Scrive Attardi: “In questo tempo in cui l’Umanità ormai accecata e anestetizzata da falsi paradigmi e sovrastrutture si è risvegliata, per cause naturali, fragile e vulnerabile. In questo tempo in cui un virus ha reso l’uomo del XXI secolo, forte della sua scienza e tecnologia, impotente e inadeguato ad affrontare la propria esistenza. In questo tempo in cui l’umanità, smarrita nel proprio egoismo, ha perso la propria identità che si estrinseca nel riconoscimento del volto dell’altro comprendendo la necessità di prendersi cura gli uni degli altri, in modo da sostenere e condividere la mutevolezza e l’imprevedibilità del divenire della nostra epoca. In questo tempo, che è il Nostro tempo, in questo venerdì, che è il Venerdì Santo, siamo qui nel silenzio assordante, nella solitudine, nella privazione della moltitudine, nell’angoscia esistenziale, siamo qui ai tuoi piedi, ai piedi del nostro amato Crocifisso”.
Il Crocifisso a cui si riferisce il sindaco Attardi è quello custodito nella Chiesa Madre di Barrafranca, dedicata a San Sebastiano, che secondo la tradizione fu ritrovato per caso da un contadino nella prima metà del XVII secolo. Crocifisso, al quale la comunità di Barrafranca è molto legata, che è considerato miracoloso. La modalità della sua scoperta sono considerate sovrannaturale e nel corso degli anni, nei momenti difficili e di grandi calamità, è stato sempre portato in processione come nel caso dell’invasione di locuste che colpì la Sicilia, ed anche Barrafranca, tra il 1689 e il 1711.
La determina intende quindi affidare al Crocifisso “Barrafranca, tutti Noi Barresi e tutti i Barresi nel mondo. A Te affidiamo questa Comunità, il Nostro tempo e il Nostro spazio esistenziale” e così l’atto si chiude: “Li affido a Te che, dall’alto del Tuo Trono di Gloria, hai sempre protetto la nostra Città e Ci hai fatti sentire un unico Popolo e un Popolo unico. Voglio affidarteLi e affidarCi come fecero i Nostri Padri nei secoli passati, che Ti invocarono, insieme alla Tua Santissima Madre Maria, per liberare la Città dalla siccità e dall’invasione delle locuste. Li affido a Te con cuore commosso; alla potenza divina del Santissimo Crocifisso e Ti chiedo di continuare a proteggere questo Popolo che fiduciosamente ai tuoi piedi implora Misericordia, Parola tanto cara e familiare a Noi Barresi, certo che tu non mancherai amorevolmente di donarcene largamente e copiosamente come sempre hai fatto. Misericordia, Misericordia. Misericordia”.

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