Cateno De Luca passerà alla storia

Passerà alla storia come il sindaco sceriffo al tempo del coronavirus e resta un personaggio politico emblematico di questa terra irredimibile. Adesso Scateno non vuol rischiare più di tanto dopo lo scontro con il Ministero degli interni e, quindi, fa marcia indietro con l’impegno di occuparsi dei gravi problemi sociali della città di Messina che derivano dall’epidemia. Il suo protagonismo è stato vanificato dai provvedimenti assunti dai poteri statali. Ecco cosa ha dichiarato alla stampa :
«Sospendo l’utilizzo della banca dati. Non possiamo rischiare un procedimento di sospensione da sindaco o l’avvio del procedimento di decadenza: mi tenta questa strada e se non fosse stato un periodo delicato come questo, sarei andato fino in fondo, divenendo vittima dello Stato. Sono stato preso di mira e mi devono uccidere. Verrei fatto fuori e la città sarebbe commissariata. Fare l’agnello sacrificale, pur se tentato, in questo momento non serve. Se servisse non avrei problemi. I colpi di testa li faccio, ma non a fondo perduto».
Così Cateno De Luca, firma una tregua, a conclusione della ennesima diretta Facebook che manda via web per replicare al Consiglio dei ministri che ha annullato con un Dpr l’ordinanza del primo cittadino che impone a colori che fanno ingresso in Sicilia attraverso il porto di Messina, di registrarsi obbligatorianente al portale comunale almeno 48 ore prima della partenza. L’annullamento dell’ordinanza deve adesso essere ulteriormente recepito con decreto della presidenza della Repubblica.
«E’ un esito scontato e ora devo pensare al bene della città», ha continuato De Luca , ma «il territorio non cambierà mai se non si rivolta contro questi baroni delle istituzioni». Poi un’ulteriore appello al governatore Nello Musumeci che suona come un invito a fare quel che lui non può adottare e in cui esprime anche note critiche con il solito linguaggio salace:«Devo rinunciare a questo strumento di controllo sanitario, ma sia il presidente della Regione ad adottare la banca dati con propria ordinanza. Un sistema applicato anche in Sardegna e che funziona. L’ultima sua ordinanza è una porcheria, cambi registro facendo proprio questo strumento». Poi ancora l’affondo duro e implacabile “Al presidente della Regione chiedo di inviarmi 500 mila mascherine, altrimenti l’obbligo che ha imposto non serve a nulla. Lo chiedo per me, ma è la richiesta di tutti i sindaci. Vogliamo una parte del bottino arrivato dalla Cina». Infatti Cateno De Luca, fa riferimento all’ultima ordinanza del governatore Nello Musumeci che impone l’uso negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto, della mascherina da parte degli operatori; l’utilizzo di guanti monouso o, in alternativa, il frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante.Intanto tantissime critiche a Musumeci per le mascherine arrivate che sarebbero poco protettive e scadenti. Ma chi è senza peccato scaglia la prima pietra. Tutti ricordano lo sdegno di Musumeci in TV alla 7 quando getto le mascherine inviate dal Governo nazionale poiché ritenute dallo stesso inidonee a garantire la sicurezza e la protezione.

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