Anche i notai chiedono il bonus da 600 euro

Tra i professionisti per ricevere il bonus di 600 euro previsti dal decreto Cura Italia ci sono anche i notai. Sino ad adesso hanno presentato la domanda in 353 e la notizia proviene dalla Cassa Nazionale del Notariato. Ma potrebbero essere anche  mille i potenziali beneficiari del “reddito di ultima istanza”: 1.012 per la precisione, oltre il 20% degli iscritti alla Cassa. Essendo  «iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria»  potrebbero essere i 703 notai che nel 2018 hanno percepito redditi fino a 35mila euro. Mentre  309 che nello stesso anno d’imposta non hanno superato i 50 mila. Cosicche i primi  devono aver subìto limitazioni all’attività a causa dei provvedimenti restrittivi. I secondi, invece, con redditi tra 35mila e 50mila euro, devono  dimostrare di aver cessato, sospeso o ridotto l’attività. Si arriva quindi al numero di  1.012 notai in sofferenza  che Giambattista Nardone spiega come tale aiuto si perfettamente legittimo  «la contribuzione segue il parametro del repertorio, cioè dell’onorario: un dato collegato all’atto e che prevede un massimale per i versamenti previdenziali. Altra cosa è il parametro reddituale, di cui non abbiamo un quadro completo e puntuale». Naturalmente gli sugli studi di settore pubblicate dal Dipartimento delle Finanze, e relative alle dichiarazioni 2017, parlano invece di una media reddituale di 293.200 euro di questa categoria che è in testa come condizione reddituale e seguita dopo dai armacisti con circa 120mila euro. «I redditi più bassi sono attribuibili soprattutto ai giovani colleghi. Negli ultimi quattro anni – continua Nardone – sono entrati in esercizio 856 nuovi notai, di cui 406 nel solo 2019. Sono questi ultimi a chiedere ora il bonus di 600 euro: anzi, le 353 domande non coprono ancora tutta la platea sotto i 35mila euro, anche se c’è tempo fino al 30 aprile». Secondo il presidente della Cassa notarile, «è più difficile che tra i richiedenti ci siano colleghi con redditi da 35mila a 50mila euro, perché più complicato dimostrare il calo di fatturato».
Lo stesso accade nell’ambito degli avvocati. Ci sono infatti legali
«Anche in ambito forense ci sono evidenti differenze»dice Nardone . C’è il grande avvocato d’affari , e c’è il piccolo legale di provincia alle prese con cause minori.
I notai sono oggi invece 5.148. Sono comunque i primi per guadagni tra i professionisti anche se  negli ultimi anni hanno comunque vissuto un calo generale dell’attività. Il reddito medio è sceso di oltre il 30% dal 2005 mentre 15 anni fa gli studi di settore registravano 436.200 euro. Tutto i sevizi notarili si muovoni con  l’economia che è  in crisi.
“A ridursi è stata la quantità di lavoro: dalla crisi del 2007 abbiamo registrato un calo degli atti intorno al 35-40 per cento. Una relazione del Notariato del 2016 aveva già messo in evidenza come il reddito netto mensile fosse inferiore a 2mila euro per l’11% e pari a circa 5mila euro per il 75%», conclude  Giambattista Nardone. In base a questi numeri soltanto un 14% della categoria, circa 600-700 notai, sono beneficiari di guadagni molto alti.Quindi anche i notai piangono lacrime amare.

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