Amt, scatta la protesta dei lavoratori

Sulle proteste avvenute all’interno della Amt (Azienda Metropolitana Trasporti) interviene il segeretario regionale Fast-Consal Sicilia, Giovanni Lo Schiavo, che scrive: “La crisi che stanno vivendo tutte le Aziende del Tpl in Italia in questo momento e i danni patiti dai lavoratori del settore a causa dell’emergenza Covid 19, non ha precedenti ed è sotto gli occhi di tutti gli operatori e addetti ai lavori, in particolar modo, di associazioni Sindacali e Datoriali. Eppure, nonostante questo disastro, tutte le Aziende pubbliche e private che siano, stanno reagendo in modo corale, composta, responsabile, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, per far sì che i contraccolpi nei confronti del tessuto socio economico rappresentato dal Trasporto Pubblico Locale, vengano quanto più possibile attutiti e limitando al massimo i danni nei riguardi, soprattutto, dei lavoratori, facendo leva sugli ammortizzatori sociali, come nel caso, del Fondo bilaterale di solidarietà degli Autoferrotranvieri. In questo drammatico contesto, tutte le Aziende sanno di dover anticipare ai lavoratori, il pagamento dei trattamenti di integrazione salariale a carico dei fondi, almeno per 9 settimane, nella misura pari all’80% , con il meccanismo del conguaglio sui contributi Inps. Evidentemente, questo non vale per l’Amt Spa, partecipata del Comune di Catania. Infatti dopo che si è svolta la video conferenza fra le Organizzazioni sindacali e il Cda della Società che l’Azienda, non è nelle condizioni di poter anticipare l’erogazione della prestazione alle normali scadenze di ciascun periodo di paga mensilmente previsto, in quanto, a loro dire, non ci sarebbe disponibilità di cassa. Da qui, la protesta spontanea dei lavoratori nella prima mattinata di martedì, barricati dietro i cancelli della Rimessa 8, nella Zona Industriale. Stante la situazione, chiediamo al sindaco Pogliese e a tutta l’Amministrazione Comunale di fare sapere come intende salvaguardare le retribuzioni dei mesi addivenire dei lavoratori di Amt Spa.

Anche le segreterie provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri e la rappresentanza sindacale aziendale esprimono tutta la propria delusione e rammarico nei confronti dell’AMT SpA dopo la riunione tenutasi in video conferenza ieri, 6 aprile, nella quale si è discusso dell’apertura della cassa integrazione per 9 settimane per tutto il personale, come previsto dall’art. 19 del D.L. N. 18/20, con causa “Emergenza Covid-19 nazionale”. E si dichiarano disposte, se costrette, a intraprendere ogni forma di lotta, anche per le vie legali.
«Durante la riunione – aggiungono le segreterie sindacali – abbiamo avanzato, con grande spirito di responsabilità, alcune proposte, qui di seguito sintetizzate: riduzione della percentuale riguardante il personale oggetto di cassa, l’AMT aveva proposto il 75%; anticipazione dell’importo spettante ai lavoratori da parte dell’Azienda; inserire una clausola con la quale, nell’ipotesi in cui la Regione Siciliana dovesse erogare il contributo per intero, integrare con parte di tale somma le retribuzioni dei lavoratori; rotazione e volontarietà nell’applicazione dell’ammortizzatore; richiesta a terzi, nell’eventualità di trattenute a loro favore, di sospenderle per il periodo oggetto di riduzione salariale».
«Purtroppo – sottolineano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri – l’Azienda, tranne solo qualche piccola apertura non sostanziale, non ha lasciato intendere la volontà di accoglimento delle richieste sopra riportate. Per noi è importantissima la riduzione della percentuale del personale oggetto dell’ammortizzatore, perché ciò significherebbe, oltre che penalizzare di meno i lavoratori, avere più servizio per i cittadini, soprattutto in un periodo durante il quale si è acuita la crisi economica delle famiglie catanesi e non».
«Di particolare importanza – aggiungono i rappresentati sindacali – è anche sia l’anticipazione della quota spettante ai lavoratori sia la possibilità dell’integrazione salariale per i lavoratori dell’AMT, i quali non si sono sottratti al loro dovere pur consapevoli del pericolo di contagio a cui vanno giornalmente incontro, per non parlare che a tutt’oggi non hanno ancora percepito lo stipendio, e quindi andando avanti così non potranno festeggiare degnamente, pur con tutte le restrizioni in atto, la Santa Pasqua».
Filtcgil, Fitcisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri, nell’ipotesi in cui il cda dell’AMT SpA si dovesse dimostrare sordo alle loro richieste, come già specificate, e dovesse decidere di andare avanti, anche senza il loro accordo, tra l’altro ammesso dalla legge, saranno costrette a intraprendere ogni forma di lotta, anche per le vie legali, per la tutela dei lavoratori e di tutta la cittadinanza di Catania.
«Non è condivisibile l’idea di risanare il bilancio dell’AMT a spese dei lavoratori – concludono – idea condivisa anche dal Fondo bilaterale che dovrà erogare l’indennità in questione».

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