Ai siciliani piace il sindaco (s)Cateno De Luca

La Procura di Messina ha chiesto l’autorizzazione a procedere al ministro della Giustizia per il sindaco di Messina, Cateno De Luca, detto “Scateno”, vulcanico e pittoresco amministratore protagonista di bizzarre esibizioni che lo hanno reso famoso non solo in Sicilia ma anche fuori dall’isola. Il reato di cui è accusato è di vilipendio (articolo 290 del codice penale) e prevede una multa da mille a cinquemila euro. La denuncia è stata presentata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in cui si afferma che De Luca ha usato «insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media». De Luca, aveva non solo duramente criticato la gestione del governo sull’emergenza del covid 19 e degli sbarchi dei siciliani che rientravano ma aveva ripetutamente mandato “a fare in c.. o” il Ministero dell’interno per i rientri sull’isola da tutte le parti d’Italia che dal suo punto di vista non erano controllati e verificati con attenzione. Ora il Sindaco contrattacca: «Invito il ministro della Giustizia a dare senza indugio l’autorizzazione a procedere in modo tale che si possa aprire in tribunale un procedimento penale che io ritengo rasenti il crimine di Stato e in sede giudiziaria verrà acclarato se ho vilipeso il ministro oppure ho raccontato fatti che documenterò ai giudici».
Negli ultimi giorni “Scateno” era stato attaccato sui social poiché aveva pubblicato un post in cui si era fatto fotografare con due uova fresche e quattro lattughe appena raccolte a Fiumedinisi, un comune di collina a 30 chilometri da Messina. Così il sindaco risponde alle accuse: «Stamattina mia madre mi ha telefonato verso le 7 e mi ha intimato di andare in campagna da lei a prendere otto uova fresche e quattro lattughe appena raccolte e almeno ho avuto modo di salutare a distanza i miei genitori oltre che a rifornirmi di cibo fresco e genuino. Altro che supermercato! Buongiorno a tutti voi!».
Intanto (s)Cateno dichiara di essere in regola perché è residente proprio nel Comune di collina e, quindi, non si è autoconferito nessun potere speciale per fare la spesa fuori Messina. Nel frattempo incassa sempre più consensi tra i siciliani che lo eleggono a “sceriffo” e difensore della salute della popolazione.
Infatti non ha lesinato il suo intervento in tutte le direzioni con provvedimenti ancora più restrittivi dei decreti del presidente del consiglio e ha, soprattutto, lanciato rimproveri aspri e pesanti ai  suoi concittadini che violavano i divieto con espressioni colorite del tipo:  «Dove c…o vai torna a casa» a «Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta, vi becco a uno a uno; non si esce da casa, né passiu né babbiu». Tutti ciò  piace a migliaia di siciliani che lo appoggiano senza indugi e sono pronti a sostenerlo con convinzione ed  entusiasmo se dovesse decidersi di candidarsi  a prossimo governatore. Ma (s)Cateno non si ferma e comincia ad assaporare l’inattesa gloria con il vento che soffia in poppa vigoroso in suo favore nonostante le gite fuori Messina e il prossimo processo. Il prossimo obiettivo è il governatore Musumeci accusato di essere stato troppo tiepido e debole nell’affrontare l’emergenza.

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